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Archivio Ottobre 2005

La famiglia del grande Totò era cilentana

30 Ottobre 2005 2 commenti


Miseria partenopea e nobiltà di Roccagloriosa

Ho trascorso qualche giorno a Roccagloriosa: sono abituata ad andare per un breve periodo in vacanza nei posti più belli del Cilento.
Desidero comunicarvi solo qualcosa di ciò che mi è stato detto, guidandomi da uno dei due antiquarium ad un?incredibile visita del villaggio: il mio accompagnatore mi ha raccontato di Sant?Alfonso Maria de? Liguori, il santo poeta, missionario, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, vescovo, dottore della Chiesa, patrono del confessori e dei moralisti, famoso in tutto il mondo perchè, nel 1755, in prossimità delle festività natalizie, compose una delle più belle e popolari canzoni “Tu scendi dalle stelle”.
Bene, mi parlato di lui perché la mamma, Anna Cavaliere, era nata qui e la scoperta mi è piaciuta molto.
La mia guida mi ha, inoltre raccontato lungamente la storia del suo bellissimo paese.
Roccagloriosa, che fu quasi distrutta dai Turchi di Dragut, ha origini molto antiche e segni di presenza umana già nella media età del bronzo. Vi stanziarono popoli quali Enotri, Morgeti, Osci; l’insediamento più importante fu certamente il Lucano (V-IV sec. a.C.) che fu a ridosso del monte Capitenali, allo sbocco della principale direttiva viaria che collega il Vallo di Diano al Mar Tirreno..
Le genti di questa città, che occupavano un’area molto vasta fortificata nel IV sec. a.C. con mura colossali, avevano contatti commerciali con la costa tirrenica ed i suoi insediamenti greci, come nelle altre colonie lucane e con Taranto, Una grande città dei morti in località La Scala ha fornito preziosi elementi per lo studio degli usi lucani.
Il paese fu inizialmente costruito attorno al Castello nel 500 d.C. con annessa piccola cappella dedicata alla Vergine Gloriosa da cui il nome di Roccagloriosa. Dopo il 500 si stanziarono alcuni soldati bulgari che, con gli abitanti locali, diedero vita ai centri di Acquavena e di Celle di Bulgheria.
Nei secoli seguenti fu fondato nella zona un monastero di monache cistercensi ancora prima del IX secolo.
Il feudo fu poi dei Sanseverino.

Poi, inaspettatamente, l?argomento è scivolato su Totò, al secolo Antonio de Curtis e sapete perché?
Eravamo davanti al palazzo de Curtis, costruito tra 1600 e il 1700, che conserva uno splendido portale in pietra lavorata, ebbene, mi è stato raccontato che era di un marchese il quale non aveva mai gradito, e per questo si era sempre opposto, alla relazione di suo figlio con una bella paesana, la quale per pagare i debiti di suo padre andava a servizio dal marchese e si innamorò del giovane marchesino: Giuseppe de Curtis.
Per questo motivo, incinta, fu allontanata dal suo paese, Roccagloriosa, e, secondo il racconto del mio cicerone, mandata a Napoli, dove poi nacque Totò.
Antonio Vincenzo Stefano Clemente, registrato all’anagrafe con il cognome materno, nacque, infatti, il 15 febbraio 1898, in via Santa Maria Antesecoula, alla Sanità, uno dei quartieri più poveri di Napoli, da Anna Clemente, sedicenne di umili origini e Giuseppe de Curtis, marchese trentatreenne, che a quanto pare era di Roccagloriosa, il quale all?epoca non riconobbe il figlio.

A quei tempi non era concepibile che un nobiluomo del Cilento fosse legato ad una serva e quindi fu indispensabile non svelare tale rapporto, e tanto, più celare il frutto di questa relazione, prova sicura del peccato, allontanandosi dal Cilento.
Totò, quindi, trascorse la sua infanzia in povertà e pur avendo nobili natali, fu costretto, per quasi trenta anni a subire terribili umiliazioni.

La noncuranza del padre e il patimento materno erano così dolorosi che Antonio serberà ricordo per tutta la vita di quei momenti, in cui povero ed illegittimo fu schermito da tutti. Forse fu questo il motivo per il quale Totò trattò spesso, nei suoi lavori, l?argomento della nobiltà e, per tutta la vita, inseguì sempre la chimera dell?aristocrazia a tutti i costi.
Ricordando alcuni suoi film, spesso sono citati nomi di paesi che richiamano alla mente Roccagloriosa.
Ad esempio nel film di Totò “Il Grande Maestro? si racconta del maestro di musica Mardocheo Stonatelli e dei suoi sforzi per affermarsi, sia per attaccamento alla musica, sia per la fame nera in cui vive assieme alla moglie. L’occasione gli arrivò, quando fu assunto per dirigere una banda musicale alla festa paesana di Roccacannuccia. L?unico albergo del paese, tutto esaurito, gli assegna una camera di passaggio. Il problema è che la camera, per una serie di equivoci, viene offerta anche ad un avvocato (Mario Castellani) e ad un signore (Ernesto Calindri) con molti problemi di salute…
Chi non ricorda, poi, TOTÒ con la memorabile macchietta del candidato monarchico Antonio La Trippa, nel film ?GLI ONOREVOLI?, il suo irriducibile Votantonio Votantonio Votantonio, e lo strepitoso comizio finale a Roccasecca?!
“Totò montò sul palco e incominciò il suo comizio. Stava per dare inizio ad un discorso elettorale incredibile. «Se io vi dicessi che una volta eletto farò costruire ponti, strade, case …case, …voi mi credereste?», urlò Totò al pubblico. «Si!», fu la risposta unanime del popolo che lo ascoltava. Ma il candidato La Trippa dibatté. «E’ perchè siete fessi… Perché io, una volta eletto, per Roccasecca, non potrò fare un cacchio …dico …cacchio!». La gente era scioccata. «Non votate per me!!», allora urlò il candidato La Trippa, mentre il camion che fungeva da palco, con tutti i rappresentanti del partito, si allontanava e la gente arrabbiata gli tirava ortaggi.”
Roccasecca o Roccacannuccia saranno state in verità Roccagloriosa?

Sarà allora credibile che la famiglia del principe della risata, il grande attore napoletano, in realtà abbia avuto origini cilentane?
Certo si sa che il marchesino Giuseppe, padre di Totò, iniziando l?attività d?agente teatrale, divenne economicamente indipendente dalla famiglia, così si riavvicinò ad Anna e nel 1921, alla morte del marchese padre, finalmente, la sposò.
Qualche anno dopo riconobbe in Totò il figlio naturale, che prese quindi il suo cognome diventando, appunto, Antonio De Curtis nel 1928.
L?origine di questa storia mi ha lasciato stupita: la famiglia di Totò è di nascita cilentana?
Per me è assolutamente incredibile!

Milena Esposito.

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29 Ottobre 2005 1 commento


bbbuuoonnnnaaaaaaaa nnnnnnnnnooootttte

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a Francesca

29 Ottobre 2005 1 commento


La guardavo, mentre ti guardava e?sorrideva dentro di sé, poi non ha resistito e ti ha preso tra le sue braccia.
Avveniva tutto con lentezza, dolcemente, lei provava, ti accarezzava, sì, ti sfiorava e tu non potevi restare muta: la tua dolce melodia fluiva.
Eri arrivata da poco, tu mito celtico, eri ora tra noi, riversa su di lei che ti abbracciava e, in quell?abbraccio si perdeva creava un incontro tra corpo, mente?arte.
La sua voglia prendeva vita tra le emozioni e cercava nuove fonti di piacere.
La musica riempiva ogni cosa, gli angoli di tutta la casa si coloravano, trovavano un nuovo calore e lei, come se fossi stata viva si deliziava di te, dolce Melusine arrivata ad Agropoli, tra le mani della mia bimba?benvenuta.

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Susanna

28 Ottobre 2005 1 commento


Ah, come è bella l?acqua.
Acqua è il liquido dove nasce la vita, è la pioggia che cade sui campi, scorre, scroscia, scende, guizza, schizza, fluisce, cola, bagna, spruzza, feconda la terra, l?acqua è la fonte che soddisfa la sete, dona ricchezza. L’acqua purifica il corpo.
Non è l?acqua del battesimo che cancella i peccati ma il sangue di Cristo.
Il sangue delle tre vergini che qui, a Laureana Cilento, avevano creduto alla parola di fede di San Paolo e furono uccise?a sassate dalle stesse famiglie e dal loro sangue, sangue che scorre , scroscia, scende, guizza, schizza, fluisce, cola, bagna, spruzza, nacque l?acqua, l?acqua santa.
I fedeli di Cibele si sottoponevano ad un Battesimo di sangue: scesi nella fossa venivano bagnati dal sangue di un toro o di un ariete, per purificarsi.
Il fedele era rinato spiritualmente.

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ottobre cilentano

27 Ottobre 2005 1 commento


Il Cilento, in questi giorni, è un incanto.
Il sole brilla in un cielo limpido e terso poiché non c?è una nuvola.
Le giornate si rincorrono calde e Agropoli si affaccia sul mare di un turchese tenero, lucido, specchio per le belle donne che ancora si espongono ai raggi di un sole giocondo.
È dolce farsi accarezzare da questo tepore e potere ancora perdesi in questa luce.
Ascoltare il cinguettio di mille uccelli lanciati in corse sfrenate e seguire le grasse lucertole verdi, che si arrampicano leste per ogni fruscio sospetto.
La notte, poi, ancora i grilli in un concerto fiabesco conciliano i sogni e cullano la mente.
Così si assapora il paradiso.

solo una foto

26 Ottobre 2005 Commenti chiusi


AGROPOLI TRE GIORNI FA

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scrigni di letizia

26 Ottobre 2005 Commenti chiusi


Vorrei fissare i miei sentimenti, le emozioni, tante, belle, infinite, tutte le sensazioni vissute nelle ultime ore.
Voi eravate con me a condividerle ancora una volta e così mi sono sentita bene, sì, felice, paga di questa mia vita semplice ed intensa.
Mentre scrivo scivola una carezza sul mio viso: una calda lacrima di gioia.
Penso e cerco di trattenere in mente tutto ciò che è successo, i vostri sorrisi, gli occhi e quel bagliore, voglio scrivere per non dimenticare, per avere sempre quel caldo intimo, quell?infinita voglia di vita, di fare. Voglio cercare dentro, sì, dentro di noi, come scrigni di letizia, noi giocosi e curiosi, come bimbi, esposti e vulnerabili eppure?eppure forti, uniti, saldi, emozionati.
Ancora una volta tutto dentro di me vibra, risuona, eco di un mito, tutto vive in me, ancora cullata da un?onda, da una musica colorata, mi ritrovo ora ad assaporare tutto ciò che è stato, vissuto, andato, no, andato, no, ma piantato ed ora, nella solitudine cresce, nell?ombra lentamente germoglia, tenero virgulto dorato e radica sotto, profondo e prospera, poi fiorirà.
Sboccerà con più forza nella luce di un giorno buio, quando la tristezza da me verrà, la fulgida bellezza di un ricordo così strapperà il dolore, che forse sarà, per riportare la mente al segno indelebile di questa gioia intensa e profonda.
Poiché quando l?uomo incontra l?arte sempre un po? resta turbato, attonito, meravigliato, lentamente questo stupore muta la sua vita e porta il pensiero ad elevarsi verso una spiritualità eccelsa.
Così oggi, dopo ogni emozione, cammino per il percorso segnato. Vado avanti, mi guardo intorno e fisso il cielo.

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IMAGINES

24 Ottobre 2005 3 commenti


Immagini e vicende di storia locale dalla origini ad oggi: Agropoli

Sono iniziati sabato 22 ottobre, alle ore 17, presso l?aula consiliare della sede comunale in viale Europa ad Agropoli, una serie di incontri – seminari, che hanno lo scopo di far comprendere meglio la storia del territorio agropolese e cilentano.
Questi incontri sono rivolti a tutti quelli desiderosi di sapere e di comprendere le radici di un popolo affascinante e antico: il proprio e che vogliano
appagare le loro curiosità in un dibattito ampio, articolato e aperto alle più attuali problematiche storico-sociali, attraverso un diretto contatto visivo e multimediale delle realtà antiche, a noi molto vicine,
ma spesso sconosciute.

Voluti dall’associazione Acropolis, presieduta da Gaetano Cantalupo, l’iniziativa è organizzata da Flaminia Arcuri, Fernando La Greca e Antonia
Tierno con il patrocinio del comune di Agropoli.

L’Associazione Acropolis si propone di realizzare un centro di aggregazione intellettuale che operi in modo trasversale fra giovani e meno giovani per una dinamica trasmissione del sapere e per una presa di coscienza delle nostre origini.
Gli organizzatori si augurano che questa sia l’occasione per un valido confronto ed una crescita delle forze intellettuali della nostra cittadina, operanti in modo particolare nel mondo della scuola, a cui si
chiede di intervenire attivamente per una maggiore crescita culturale e sociale dell’intera popolazione.

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poCo SErio

17 Ottobre 2005 3 commenti


Un post poco serio sul mio blog ci voleva.
Chi mi conosce sa della mia allegria, del mio senso dell?umorismo fin troppo spiccato, pare poi che ridere allunghi la vita, eviti i problemi cardiaci, sì, insomma
per una volta vorrei che chi mi leggesse ( se c?è qualcuno) distendesse leggermente le sue labbra in un ebete espressione d?ironia e che la sua mente dicesse (sia pure a bassissima voce) ma ci fa, lo è o ci è diventata?
Perché ripenso a quante volte si ride di gusto anche delle cose semplici, delle situazioni magari più che delle persone.
E una volta in prima elementare (che adesso si chiama primaria, anche se prima viene la materna e prima ancora dovrebbe venire la mamma, per cui mi sembra già secondaria, ma la Moratti mi è simpatica, è la sua riforma che lo è un po? meno?ricordo, per chi non lo conoscesse, lo slogan De( mo) rattizziamoci, ma nella mia scuola c?è ancora qualche zoccola ?roditore?), comunque tornando alla prima classe, facendo l?appello la mia collega candidamente chiese:- perchè Ignazio è assente?- e un bimbo piccolo, molto più piccolo di quello che ti puoi immaginare tu, rispose: -perché non è venuto-.
E a proposito di venire, ieri, un aspirante corsista al telefono mi diceva, fra mille sospiri: – signora, la prego, mi faccia venire.-
L?ho trovato un po? irriverente, ma non ho potuto aiutarlo?chiamava dalla Calabria!!!
Tanti pensieri si affollano e tutti vorrebbero essere scritti, chi mi ricorda una cosa, chi un?altra, ma mica posso scrivere un poema?
Così vi racconto solo di un papà che mi ha detto che lui non pensa quasi mai, ma qualche volta capita anche a lui.

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*§°*§°*AcQuA**§*°§*

16 Ottobre 2005 3 commenti


Pensavo, sì, all?acqua, con la freschezza, il canto, i colori, l?acqua.
Fruscia tra le foglie di una pioggia lieve, corre, scoscia, rimbalza e fugge via, si muta in rude ghiaccio, in pietre di grandine, poi si scioglie e lenta accarezza la terra intirizzita e sale in impalpabile fumo celeste che ritorna al cielo in un soffio, un alito di vita ancora.
L?acqua di un pianto d?emozioni, di gioia, di rabbia o di dolore, che si perde tra le mani, nelle trame della carta di un fazzoletto usato e poi buttato.
L?acqua dell?umido di un muro che lento prende le tinte del verde velluto e s?intenerisce.
Poi regina d?ogni pensiero è quel enorme dondolio dell?acqua del mare; così lo guardo e sono felice.
La sua acqua ora scintilla e in quest?angolo del Cilento, il suo bagliore m?inonda d?oro.

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