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Archivio Dicembre 2005

il Cilento a Natale

22 Dicembre 2005 12 commenti


Adesso il Cilento è bello, assolato, frizzante e il mare di una tinta tenera e cerulea.
L?inverno è qui: le ultime foglie del mandorlo lo scoprono nudo, cresciuto.
Senza il loro verde, rivedo il mare e lui si staglia come graffi tra cielo e acqua, adesso è fermo tra le tinte che pigre si spengono incontro al tramonto: il mio mandorlo.
Aspetto paziente che il tempo lo copra di magici fiori, che espandono nell?aria i profumi di un tempo che verrà.
Ora però altri odori, altre fantasie: è giunto il Natale.
Tanti auguri a tutti voi.

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uno specchio che non sei tu

21 Dicembre 2005 3 commenti


Se tu potessi sapere quello che ho
Se tu solo immaginassi
Se, dico se, al mondo io non avessi te
Se al risveglio non ti sentissi
Se di notte non mi cercassi
Se un giorno
Se ogni attimo nei miei pensieri
Se tu fossi il mio miglior amico, come sei
Se la terra potesse accogliere le mie radici
le pianterei vicino a te

Se il caldo e l?emozione avessero nome
Se tu mi dimenticassi
Se tu da me sparissi
Un giorno, verrò a cercarti ancora
Sulla sponda di un mare
Sulla linea dell?orizzonte
Dove non sarai ad aspettarmi
Dove tu finisci ed io inizio
Dove cercarsi non è rincorrersi
Dove tentarsi di trovare è ritrovarsi

Se ripercorro con la mente ogni minuto
Se ritrovo l?emozione delle tue mani
Se ti guardo contro il vento
Se ti scruto nella terra
Se ti trovo ancora curvo
Se ti chini per amore
Non potrei non amarti
Non saprei non riempirmi ancora di te
Non vorrei ritrovarmi ad uno specchio
Che non sei tu

Buon compleanno, tesoro

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Cos?è?

21 Dicembre 2005 Commenti chiusi


Così? penso e ricordo.
Come in un sogno, eh, e l?odore che sento, tutte le volte che scende la neve di notte, nel silenzio.
Se scompare il ricordo?cosa resta?
Se la neve si scioglie, sei un piccolo astro che si confonde con i fiocchi grandi, bianchi?
Ehi, si diffonde lento dentro di me il piacere, un?onda nel buio di un cielo in cui danza il candore di batuffoli nivei.
Vorrei scrivere soffice e leggera, tra gli arpeggi della mia mente.
Nella cassa armonica dei ricordi, vabbè, metto questo, sperando che non si dissolva.

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Un uragano a Laurino

21 Dicembre 2005 Commenti chiusi


Un uragano a Laurino
Quando descrive il suo paese, gli occhi gli brillano, dietro gli occhiali argentati, ne parla con una sfumatura calda, amorevole, dice che se il Cilento fosse questo pannello, che abbiamo davanti agli occhi, il centro sarebbe Laurino (SA).
Se la terra cilentana fosse, com?è, un piccolo mondo, avrebbe, allora, un cuore meraviglioso, abitato da 1950 anime, un cuore di roccia, ma pulsante e caldo.
A mantenere vivo questo paese avvinghiato sulla rupe, è il sindaco, dottor Gaetano Pacente, è lui che ha questo brillio negli occhi, quando pensa al suo luogo natio.
Gaetano Pacente è il motore propulsore di Laurino, è un moto perpetuo, è un uragano.
Un uomo intelligente e dinamico, con uno spiccato senso umoristico.
Lui riesce a divertiti sempre e sa stare allegro, scherzoso.
Bisogna essere sempre attenti a ciò che dice per godere appieno della sua autoironia, della sagacia delle sue parole.
Non si può visitare Laurino, senza conoscere il sindaco, poiché lui è un vero e proprio rappresentante del suo popolo.
Ma chi è Gaetano Pacente?
È un medico anestesista dell?ospedale di Vallo della Lucania, che preferisce lavorare di notte, per poter seguire le sorti di Laurino di giorno.
Gaetano Pacente, attento e vigile alle esigenze del suo paese, non è solo il sindaco, che da dieci anni, si interessa dell?amministrazione comunale, ma è l?uomo che svolge il proprio incarico con dedizione, che conosce e ama la sua gente.
E la gente lo ama, ne riconosce i meriti e l?impegno.
L?impegno, sì, di aver riportato agli antichi splendori il Convento di Sant?Antonio da Padova del sec XVI, e di averlo saputo trasformare in una splendida realtà ricettiva, un luogo fatto di storia e di culto, che si pone come alternativa al turismo di massa per promuovere quello culturale e di qualità.
Anche attraverso l?idea delle Case dell’arte, dove ogni anno artisti ospiti a Laurino producono ed espongono le loro opere nelle case dei privati destinate all’accoglienza, il paese ha scelto la strada della qualità.
In questa ottica il sindaco ha saputo promuovere pure una splendida iniziativa musicale: Jazz in Laurino. Una manifestazione riservata al jazz che si svolge ai principi di agosto a Laurino, alla quale partecipano musicisti italiani e stranieri di rilevanza internazionale.
I concerti si svolgono all’interno delle antiche mura del Palazzo Ducale, altra importante e storica costruzione fatta ristrutturare dal comune e nel chiostro del Monastero di Sant’Antonio.
Jazz in Laurino non è solo esibizione ma anche didattica musicale.
Assieme alla manifestazione, infatti, si svolgono corsi musicali con lezioni di batteria, basso, chitarra, pianoforte, sassofono, voce e danza.
Così Laurino si riempie di giovani e di artisti, la vita anima questa scheggia di paradiso e soffia ?l?uragano Pacente?.
Tutto questo e tanto altro è Laurino, luogo da scoprire ed amare, sito da preferire per le vacanze, la cultura, il divertimento, tutto questo è opera di dedizione e fedeltà da parte di un uomo e del suo popolo.
Milena Esposito.

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Ci sono ricordi, che speri di non dimenticare mai.

19 Dicembre 2005 2 commenti


Laurino, 3° Seminario di giornalismo ambientale

Ci sono ricordi, che speri di non dimenticare mai.
Momenti, situazioni, luoghi, che anche quando diventano distanti, restano come piccoli semi dentro di noi, per poi germogliare.
Inoltre ci sono, i visi, i nomi, i sorrisi, le parole, gli sguardi che ti attendi di ritrovare e ritrovare ancora.
Così mi sento oggi: più ricca. Dopo l?esperienza di aver partecipato al 3° Seminario di giornalismo ambientale, tenutosi a Laurino (SA) dal 15 al 18 dicembre 2005 ed organizzato dall?associazione PA.CI.DIA. ONLUS con sede in Roccadaspide.
Quando ho deciso di prendere parte al corso ed iscrivermi come seminarista, ero attratta dall?opportunità di poter approfondire le tecniche di scrittura giornalistica e la conoscenza sulle problematiche territoriali socio economiche ed ambientali del luogo in cui vivo: il Cilento.
Anche la possibilità di un approfondimento sulle caratteristiche peculiari del sistema dei media italiano, sui temi della sostenibilità ed etica ambientale, mi avevano spinto a scegliere questo seminario. Poi c?era un altro motivo: scoprire Laurino.
Il Cilento mi affascina, mi ammalia, subisco il suo incanto e non mi oppongo mai al suo richiamo.
Così, per me questa era un?altra occasione per poter scoprire un nuovo territorio incantato del Cilento.
Le attese sono state superate sotto ogni profilo: gli argomenti trattati da relatori autorevoli come Ermanno Corsi e Giuseppe Liuccio, come Gaetano Pacente e Giuseppe Tarallo e tanti altri sono stati veramente interessanti, concreti, esaustivi e approfonditi.
I discorsi sono diventati talvolta tecnici, pratici, ?effervescenti? e alle volte sono stati appassionati, caldi, accorati, mettendo a nudo l?amore e le preoccupazioni che gli stessi relatori hanno per le sorti del Cilento.
N?è emerso un quadro completo e ben definito delle problematiche territoriali socio economiche ed ambientali e delle possibilità di sviluppo anche in una visione giuridica e progettuale.
Poi, come avevo sperato l?incanto della montagna cilentana ha creato suggestioni superbe.
Tutto il seminario si è svolto presso il convento basiliano di Sant?Antonio e ciò ha reso il soggiorno magico, sospeso nel tempo.
Essere ospitati presso quella dimora arcaica, eppure recentemente riportata ad antichi splendori, dove ogni angolo riecheggia di storia, amore e passione, dove si ritrovano le tinte di meravigliosi affreschi, dove il chiostro accoglie e custodisce i tuoi pensieri, è stata per me un?esperienza unica.
Le ?celle? in cui si dormiva erano arredate con gusto ed amore, la sala del convegno era l?antico refettorio.
La mente alle volte vagava libera verso ciò che lì era stata la vita, l?arte, la cultura di un popolo antico e colto.
Nel liberare la mia fantasia rivedevo l?opera di quei monaci che avevano edificato un luogo di culto, di eremitaggio.
Posto per la cultura, la fede e sentivo che dove loro avevano mangiato il pane, anche noi come allora cibavamo la nostra scienza, la nostra voglia di conoscere, approfondire, scoprire, ma anche rispettare, integrare noi stessi in questo piccolo mondo cilentano.
Laurino, tutta intorno a noi, creava un paesaggio da fiaba, invernale eppure accogliente, la notte sbriciolava, dall?alto, bianchissima neve che silenziosa, dopo tanto muto danzare, si dissolveva come per incanto, come cosa mai esistita.
Al mattino il sole si divertiva fra le nuvole e filtrava nei corridoi del convento, talvolta accompagnava i nostri pasti, poi non c?era più e lasciava il posto al freddo frizzante e profumato.
Tutto questo gelo svaniva per l?accoglienza del sindaco dottor Gaetano Pacente e di un paese tutto che ha ospitato con slancio noi seminaristi.
Ci sono ricordi, che speri di non dimenticare mai.
Ci sono sapori, colori, gusti, che vorrai riassaporare, ritrovare ancora, come i piatti semplici e gustosi della cucina cilentana, proposti dallo chef Alfonso del ristorante ?La Rupe?, vero paradiso per gourmet.
Questo albergo ristorante merita la visita di tutti quelli che amano la buona cucina cilentana, fatta di sapori, sì, ma anche d?ingredienti locali, genuini, una cucina di piccole attenzioni, di piatti serviti con un pizzico di orgoglio e tanto calore.
A volte quando pensi ad un paese associ un colore, una tinta, cupa, brillante, quando ripenserò a Laurino sentirò sempre il freddo che si scioglie.

Milena Esposito.

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LUNA E L’ARPA

3 Dicembre 2005 2 commenti


Il Comune di Laureana Cilento in collaborazione con l?Associazine Culturale ?Arte e Parte? presenta, a Palazzo Cagnano il 13 dicembre 2005 alle ore 19,30, ?Luna e L?arpa?, Concerto di Natale per Arpa Celtica, Cornamusa e Arte Poetica.
Il concerto presenterà la musica celtica accompagnata dalle poesie invisibili e così ancora più suggestive, di grandi poeti europei, la voce come musica e la musica come voce, una melodia che ha parole, le parole che sono melodia: uno specchio magico per tutti noi.
Immergiamoci nell?emozione di suoni, voci, colori e lasciamoci andare, facciamoci trasportare da un’esperienza al di fuori del tempo, che collega passato, presente e futuro, che riporta alla natura, alle cose semplici, talvolta incorporee come la musica dell?arpa o intoccabili come la luna e, proprio per questo, più vere ed emozionanti. Vivere assieme questo concerto di musica celtica, ascoltare l?eco delle nostre più belle poesie, può essere l?occasione per immergerci nuovamente nella natura, la nostra, quella magnifica e fiabesca del Cilento, che, per una notte, incontra la magia che viene da lontano. Le donne, interpreti del proprio sentire, esprimeranno, lontane nel tempo e nello spazio, tutta l?emozione delle cose trasparenti, come la musica e la parola e faranno rivivere l?antico calendario lunare celtico. Con la voce di cristallo dell?arpa, con la voce del vento della cornamusa, saranno accompagnate le melodie dell?arte poetica di 12 donne, i mesi dell?anno, più il tredicesimo mese di soli tre giorni. Rivivremo le 12 incontrollabili emozioni del calendario lunare, più una, con la musica, con le parole portate dal vento, dalla pioggia, dalle onde del mare, le parole, sì, delle poesie più belle scelte per voi come dono di festa.
LUNA E L?ARPA
Concerto di Natale
Musica di Antonietta di Sessa e Giuseppe Bracale con la voce di Cinzia Barretta, Francesca Calabrò, Maria Carmela Chiarelli, Giovanna Chirico, Lucia Crisci,
Adele della Torre,Verena Nigro, Maria Cristina Orrico, Anna Maria Perrotta, Carla Russo, Stefania Sarluca.
Luci e arrangiamenti di Gianluca Nigro
Direzione artistica di Maria Elena Esposito
Ingresso Libero.

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2 Dicembre 2005 1 commento


Adesso ti guardo, ti guardo di nuovo e gli occhi si perdono nel nero di questa notte, in estate.
Anche per questo il Cilento è bello, per le sue feste, le processioni, le cente, le bande musicali e questa antica usanza: l?illuminazione delle stradine che si arrampicano tra le pietre di case fiabesche.
Questa bella foto estiva sembra irreale, come adesso questa terra che indossa il vestito di festa, l?abito luccicante del vicino Natale.
Le piccole luci si stagliano nel buio e diffondono gioia, richiamano alla mente antichi arabeschi, da mille e una notte.
Il Cilento, da bella donna, s?ingioiella, s?agghinda e brilla avvolgendosi di nuove piccole stelle, che, se artificiali sono, creano le illusioni dei sogni.

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