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Archivio Gennaio 2006

le finestre spente

31 Gennaio 2006 2 commenti


Sabato ero stata a Giungano, nel centro storico, passeggiando per i vicoli stretti odorosi di capra, mal pavimentati di recente, era la fine di gennaio, i giorni della merla e faceva caldo, sì, un?aria quasi densa, irreale, la luce fioca, le finestre spente.
Solo poche case erano illuminate, altre mute e abbandonate, bei palazzi, portoni antichi e portali in pietra scalpellata.
Era arrivato un profumo misterioso, forse dai giardini nascosti ai miei occhi, poi un portone di squallido alluminio verde si schiuse su un cortile di antica bellezza, dietro altri vetri udivo voci cantilenanti, in dialetto per pochi.
Tornare a casa di notte, di sabato e vedere ragazzi seduti ai tavolini dei bar sul lungomare, come in estate, poi seguire il respiro di un mare tranquillo sotto inaspettate stelle e attendere in macchina, accostata alla piazza, che tu tornassi tenendo per mano lui.

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fiamme di mare

30 Gennaio 2006 3 commenti


Vetro, no, no, forse cristallo
o ancora più smeraldo prezioso
emerge vita di pietra e poi
terra di umile terra nel tappeto
l?umore dell?erba seme sensoso
trasparente goccia persa nell?onda
smarrita in un mare cilentano
chiara limpida luminosa dondoli tu
abbrividi al soffio rumoroso
nenia di acqua mai ferma
scavi tra il duro di roccia
trovi profumi inebrianti
altalena dai mille colori
tinte iridate scintille di luci
lumi mai spenti
fiamme di mare
rosso di rame

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così

30 Gennaio 2006 Commenti chiusi


mi sento così

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portone di Torchiara

28 Gennaio 2006 4 commenti


Dentro: un mondo intero.
Forse c?è un piccolo giardino ombroso, verde, fresco e profumato di borracine, dipinto dal velluto dei gerani, perso nelle tinte dei pastelli, sfumati acquerelli di rose maggioline, che s?aggrappano alla ringhiera, mentre rincorre gradini di pietra.
Finestre, come occhi sbarrati dallo stupore, ammiccano e brillano tra i colori smorzati, tra gli umori muschiati di un piccolo giardino cilentano.
Atrio prezioso e nascosto, forse ci sei, o forse No.

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Agropoli in magia avvolta

13 Gennaio 2006 7 commenti


Arriva il profumo dell?erba bagnata e piccole folate di sapore marino tra gli alberi nudi e le macche dei sempreverdi che agitano le foglie, gli aghi lucenti.
Poi, mi avvolge, muschiato aroma di fogliame marcito che, pigro, muta in terra, silenziosamente.
Il cielo ora giallo di sole, riaccosta tendine di veli di nuvole e diventa d?argento colore.
Brillanti i verdi, il nero, il marrone dei toni di un inverno cilentano, mai triste, forse assopita bellezza, che sprigiona tutto il fascino del futuro risveglio.
Ora le fiamme del fuoco in un caminetto acceso, han voglia di accarezzarti ancora e trasformano te in ombra d?amore, nel tuo muto lavoro di occhi resto ammirata.
Agropoli tutta, in magia avvolta, aspetta che ti trasformi in canto.

Al tramonto da casa mia, ieri sera.

13 Gennaio 2006 1 commento


Eccoti qui, mandorlo mio, tremi al freddo di quest?inverno.
Non ti copri più delle tue belle piume, né piccoli voli nascondi tra le braccia, sai? Non ascolto più il tuo canto, il cinguettio della sera, ninnananna cilentana. Non vedo più le lucciole ai tuoi piedi, nascoste fra tremuli fili d?erba, le luci delle notti di maggio.
Non c?è più cicaleccio.
Ti guardo contro il mare, contro il cielo, nel tuo nero silenzio, solo un flebile sibilo, nel vento ti chini verso il nulla, poi?ti fermi a guardare il sole, che scivola nell?oblio, in quel livido solco che separa acqua ed aria.
Tutto d?intorno a te s?incendia e resti, lugubre scheletro, in quel fuoco immerso, tu adesso galleggi e nell?onda rabbrividisci. Nella danza della fiamma, più nero ti fai, da Tresino arrivano nuove lingue di fuoco, rosso di sangue.
Un pietoso manto su tutto si stende, si posa la notte e spruzza di piccole stelle, di soffici fiocchi di nubi, in tutto il buio, lento, il tuo corpo si apre e diventi quasi turchino.

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Vermiglio di gioia rosseggia

11 Gennaio 2006 5 commenti


Sopra di te lei,
dentro di te lei,
confondo e sovrappongo
dentro, fuori
mi importa ci sia il mare
vivo di lui
io bianca
corpo niveo
sul suo azzurro
nel suo perdersi mi confondo
mi rimescolo
onda nell?onda più alta
ascolta il suo risucchio
nel tortile di conchiglia
l?eco del suo ululare

Sopra di te lei,
dentro di te lei,
confondo e sovrappongo
Napoli no
sta terra arsa e luminosa
Il Cilento mio
Poi la costa e di fronte a me
Tu
Ancora e sempre tu
Ciondoli al seno mio
Più pallido
D?avorio sbiadito
Tu Capri

E strilli, fragore d?onda,
Urli, ancheggi del tuo blu
Della tua spuma
Poi torni
Vai ritorni ed io
Terra tua?ti sto a guardare
Terra argentea di mille giardini
Solo sul viso mio
Vermiglio di gioia rosseggia

Trentinara: musica, arte poetica e magia.

10 Gennaio 2006 3 commenti


Trentinara, comune di Salerno, di 1800 abitanti, è un piccolo paese alle porte del Cilento distante 54 Km a sud da Salerno e 15 Km da Paestum. Situato a 606 m s.m., è un centro agricolo del Cilento. Il toponimo alluderebbe a misure terriere o, secondo la tradizione locale, ai soldati anticamente a guardia dell’acquedotto romano, che raggiungeva Paestum. I soldati o erano trenta di numero o duravano in carica trenta anni o ricevevano una paga di trenta denari.
Il nome, in ogni caso, deriva dal numero trenta. Si ritiene che l?attuale paese sia stato fondato dai profughi di Paestum all?epoca delle invasioni arabe (sec. IX). Nel sec. XI la sua posizione strategica ne faceva un importante presidio militare sulla strada tra il Cilento interno e il mare. Trentinara fu un marchesato. Nel 1943 il paese rischiò di essere annientato a causa di una base militare tedesca installata nella piazza panoramica che gli alleati faticavano ad invadere.
A Trentinara ci si arriva percorrendo 6 chilometri da Capaccio, salendo curve e tornanti, abbracciando la roccia bianca e splendente.
Mentre sali, il cuore si stringe, il mare, immenso, la pianura paestana, le verdi geometrie dei campi, gli spruzzi di olivi lontani, che nel loro argento ondeggiano, la sabbia d?oro, che distante brucia brillando e la pietra, la bianca e nivea pietra, che dal verde sbuca, liscia, levigata e dura, densa nube di terra.
Trentinara accoglie la tua visita facendoti salire in paradiso, incantevole terrazza del Cilento e ti lascia col fiato sospeso.
Il mare che bacia la terra all?orizzonte ed un cielo, che sposando la verde terra, è di un blu struggente, intenso, a tratti quasi cupo.
Trentinara è perdersi nel groviglio di vicoli, nell?odore di fuoco e di vita, aroma muschiato, fresco e lieve, tra le chiare pietre. Nei portali scalpellati, tra le scalette tortuose, sotto gli archi, dentro il buio delle cantine, lì, la vita gironzola pigra, quasi magica e ti sembra che tutto sia fermo, incantato.
Trentinara, da te mi ha condotto una nota, una musica, una poesia.
Antonietta suona, abbracciata al suo strumento, stretta e china e le note riempiono questo cielo, il suo colore tutto.
Le corde vibrano al suo tocco ed è la sinfonia di cristallo che, dolce tintinnio, ricopre la bellezza commuovente di Trentinara.
Antonietta è una piccola bambola bruna, cilentana dai tratti minuti, la piccina bocca sorridente, i capelli di seta nera e gli occhi che sanno raccontare, incatenare.
Lei suona magicamente, uno strumento di terre lontane, ma Trentinara è così aperta, spalancata sul mondo, che la sua voglia di volare sembra quasi ovvia.
Trentinara, bolla di sapone sospesa tra mare, cielo e terra, accoglie fra la sua eco i magici suoni.
Antonietta, che qui è nata, trae dalla sua terra questa linfa vitale e, dalla sua piccola casa nel centro antico, dalle sue finestrelle, dalle mura di questa pietra bianca trasuda musica.
Antonietta di Sessa è artista pura, è un?arpista, suona con maestria la piccola arpa celtica.
Lei ammalia con la sua musica di terre e culture lontane, che sembra invece nascere spontanea in questi luoghi d?incanto e, quando la luna si stende tra il paese e il campanile, se nel cielo, solitarie sfavillano le mille stelle, le note della piccola arpa risuonano, dolce ninna nanna, nel cuore struggente di un Cilento, che non si può dimenticare.
Quando la musica esce dalla sua casa, per spingersi nelle serpeggianti stradine di Trentinara, tutto ciò che l?occhio incontra diventa commuovente poesia.
Mentre cammini e ti perdi tra questi suoni, nei colori, fra gli odori di Trentinara, affacciata sulla terra, verso il luccichio del mare, mentre ti lanci in un volo meraviglioso e ascolti le note dell?arpa, tra mille suoni, ti sembra di udire le strofe della poesia più dolce del Cilento, la voce del poeta Giuseppe Liuccio, che qui è nato, se chiudi gli occhi e questo mondo scompare, forse potrai udire queste parole:
Si viri nu paese abbandunato
co quatto case nzimma no sderrupo,
na vecchia ca è cchiù vecchia re le mmura,
cchiù ghianca re le pprete re la via,
Chesta è la terra mia!
E questa terra che ha ispirato tanta arte, tale lirismo, se la conosci comprendi i motivi, se la scopri subisci il fascino.
Questa è la terra dove l?arte radica spontanea e genuina, perché qui il cuore pulsa più forte, perché la natura sorprende, infonde gioia e meraviglia.
Milena Esposito.

magiche dita

8 Gennaio 2006 3 commenti


Ancora la voglia di scrivere, mentre tu con magiche dita suoni e dalla tastiera escono note, anch?io sulla tastiera batto piano i tasti per non interromperti e tu suoni, cercando gli accordi e d?intorno è musica nella notte.
La luna è distesa sul letto bucato di tremolanti stelle e la musica vola e sei tu, amore mio, che suoni ed io cerco accordi nelle mie parole.
Pulsano note nel buio, sulla luce densa di una notte muta, tra la magia dentro di noi ed il silenzio della tua musica.
Limpide note di un pianoforte nero salgono alle mie orecchie e vibrano, farfalle tremule e colorate d?infinito.
Suona, amore mio. Tra i riccioli della tua fronte, nasce l?umido di un bacio non dato, eppure avuto e avuto ancora.
Suona per me, per questa magica notte cilentana, tra stelle cielo e mare.
Suona perché l?inverno finisca e nasca ancora quella rosa di maggio, che trema nel prato di un verde più fresco.

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100/ 104 anni 2 maschi e 5 femmine

8 Gennaio 2006 1 commento


Comune di Agropoli Saldo demografico anno 2005
nati 178 – morti 156 – immigrati 550 – emigrati 499
nati+immigrati 728 morti+emigrati 655 saldo attivo +73

popolazione al 31/12/2005
maschi 9.944 – femmine 10.302 – totale 20.246
nuclei familiari 7.869 – convivenze (caserme, comunità ecc.) 8
iscritti AIRE (residenti all’estero) 1.265
elettori
maschi 8.327 – femmine 8.778 – totale 17.105
stato civile
celibi 4.708 – nubili 3.941 – totale 8.649
coniugati: maschi 5.002 – femmine 5.142 – totale 10.144
divorziati: maschi 52 – femmine 132 – totale 184
vedovi: maschi 182 – femmine 1.087 – totale 1.269

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