Archivio

Archivio Febbraio 2006

A mia figlia

23 Febbraio 2006 7 commenti


Picchietta l?acqua sul vetro e chitarra gitana suona
Agili dita vanno e pizzicano, note d?acqua e caldo di musica
Piccole gocce e suoni ora freschi germogli
Toni più cupi e arabi nascono tra le corde impigliati
Poi riprovi e nasce dolcezza imprevista
Calda, accogliente e scivolo verso la magia
Ora di sogni frenetici sono invasa
Mille farfalle si librano e piccole mani
Le mani che ho amato e amato ancora

Categorie:Argomenti vari Tag:

Imagines

23 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Sabato 4 marzo 2006

Maria Elena Esposito presenterà Luisa Sanfelice.

Un appuntamento, organizzato dall’associazione Acropolis, destinato alla promozione della storia locale
Biblioteca Civica, viale Europa – Agropoli (SA) ore 17,00

Maria Luisa Fortunata de Molino nacque a Napoli il 28 febbraio 1764 da don Pedro e Camilla Salinero. Il padre, ufficiale spagnolo dell?armata di Carlo III, era arrivato a Napoli nel 1733. A 17 anni Luisa andò sposa ad Andrea Sanfelice, dal quale ebbe tre figli. A causa del tenore di vita troppo elevato condotto da due coniugi, ben presto la famiglia si trovò in condizioni economiche disastrose e a nulla valse l?intervento di un tutore nominato dal re che tentò di amministrare le loro finanze.
La giovane coppia fu esiliata nel Cilento.
La Sanfelice forse non ebbe un ruolo attivo nelle vicende della Repubblica partenopea, pur mostrando simpatia per la rivoluzione. Morì condannata alla decapitazione per aver svelato la congiura contro la Repubblica organizzata dai fratelli Baccher. Fu proprio il primo di essi, il capitano Gerardo, a consegnarle, nell?imminenza della rivolta borbonica, un lasciapassare che le avrebbe permesso di uscire indenne dalla città, lasciapassare che Luisa consegnò ai repubblicani e fu Cuoco, appresa la notizia, ad aiutare la donna a stendere la denuncia della congiura.
Il 13 giugno 1799, mentre il cardinale Ruffo entrava in Napoli, la Commissione rivoluzionaria condannava a morte i fratelli Baccher. La Sanfelice fu arrestata pochi giorni dopo e la sentenza di morte fu emanata il 13 settembre. La condanna fu sospesa in seguito ad un dispaccio del re nel quale si davano ulteriori istruzioni su come comportarsi con gli accusati.
Dopo breve tempo Luisa fu condotta nuovamente nella cella dei condannati alla pena capitale, all?interno del Castello del Carmine, e questa volta per sfuggire alla morte si finse incinta. I medici confermarono la gravidanza e l?esecuzione venne sospesa per alcuni mesi, fino a quando Vincenzo Baccher chiese di persona al re giustizia per i suoi figli. La richiesta fu accolta e la Sanfelice fu decapitata in Piazza Mercato l?11 settembre del 1800.

Categorie:Senza categoria Tag:

lucertola cilentana

21 Febbraio 2006 5 commenti


Muoviti, dai, torna su di me, che ora ho freddo e sono bagnata.
Gocce d?inverno sopra la pelle, dentro ancora gelo e senza vita mi sento.
Torna, non ne posso più e cerco i primi fiori di mandorlo tra il nero dei capelli.
Con le unghie ghiacciate graffio le nere nubi e cerco il mio sole, ma non c?è.
Vieni qui e nasconditi dentro di me.
Sì, qua, dove nessuno ti vede nell?animo delle pietre d?argilla spaccate.
Contro i sassi della mia vita, torna, ti aspetto e con te il colore estivo più dorato.

Categorie:Curiosità Tag: ,

Siccome non fai una piega ti caccio dal tuo negozio

19 Febbraio 2006 5 commenti


Storie di ordinario commercio ad Agropoli.

Frizzanti, allegre, giovani sono le ragazze instancabili che lavorano nei negozi agropolesi, talvolta sette giorni su sette e per ben dodici ore.
Posano per le fotocamere e raccontano le cose più bizzarre e ironiche che succedono nel loro lavoro.
Grande è Mariangela Esposito di Acerba che con Loredana Leggieri ricorda la cliente che pretendeva la piega ai pantaloni e siccome non fu prontamente servita la cacciò dal suo stesso negozio, riempiendola d?improperi, o, addirittura, Sandra Tozzi di Carpe Diem, che, si spera da un?altra signora, fu, incredibile ma vero, trascinata in un negozio poco distante dal suo per farle vedere il prezzo più basso di una spazzola che aveva acquistato da lei, con la pretesa di farsi rimborsare dopo averla pure usata.
Erminia Cantalupo, della profumeria Koinè, non vuole farsi fotografare, però ci tiene a raccontare l?episodio di una signora che, in un giorno di pioggia, anzi di diluvio, acquistò un ombrello da lei, ma il giorno dopo lo riportò, e, asserendo di non averlo usato, chiese che le venisse sostituito con un altro in vetrina.
Ragazze belle, spigliate, che descrivono i clienti come persone talvolta insopportabili o troppo pretenziose, che cercano il pelo nell?uovo, impossibili, che vogliono essere servite e riverite o che pretendono lo sconto dello sconto e chiedono ciò che non c?è, ma per Luciana Melone, che ha girato tanto nei diversi negozi Original Marines, sono, invece, molto affabili. Lei e Diane Desiderio descrivono i loro piccoli clienti come lords inglesi, che talvolta si rifiutano di misurare i capi quasi con snobismo.
Da Calzedonia, poi, Giulia Santosuosso e Teresa Siano parlano di signore che si sfilano le scarpe per provare i loro calzini o che in estate trasformano la piazza in passerelle hot uscendo in costume da bagno.
Di un altro costume raccontano Imma Sinicario, Erika Gallone e Annalisa Paladino di Tutto X Tutti, quando ricordano la turista ultracinquantenne che si denudò nel loro negozio, non fornito di camerini, per provarselo e continuano descrivendo l?episodio di un?anziana signora che si portò il carrello della spesa a casa con la nipotina dentro che non voleva scendere.
Tiziana Ruggiero di Arte e Mestieri ride e dice che qualcuno le chiede se deve pagare per entrare nel negozio e che una volta hanno addirittura scambiato una borsa per un lampadario.
Maria Rosaria Russo e Paola De Feo dei bijoux Aloha, raccontano, in un mare di risate, della cliente estiva che, per provare una borsa, staccò lo specchio dal muro e se lo portò sul corso per vedere come le stava a tracolla mentre camminava.
Forti Paola Giannella e Teresa Russo quando dichiarano di essere così amanti della pulizia che più volte i loro clienti sbattono nelle vetrine.
Queste sono solo alcune delle ragazze dei negozi di Agropoli, che coi loro sorrisi e la loro cortesia tengono spesso a bada anche i clienti con le mani troppo lunghe?in tutti i sensi.
Milena Esposito.

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,

?Agropoli è abbandonata a se stessa?

15 Febbraio 2006 1 commento


?Agropoli è abbandonata a se stessa? dice Nicola Carola ?la stagione turistica durava almeno tre mesi, ora 15 ? 20giorni?

Dopo l?intervista all?Assessore al Turismo di Agropoli, c’è l’incontro con il proprietario dell?hotel Carola e sua moglie Lucia, che insieme, da tre anni, si occupano della ricettività alberghiera, anche Vito Rizzo è Assessore dallo stesso periodo.
Quali sono i problemi più evidenti?
? Agropoli è abbandonata a se stessa, ma riconosco l?impegno evidente dell?Amministrazione Comunale. Il Comune sì da fare per la pulizia e la sistemazione esterna, i problemi, però sono il traffico estivo, il non abbattimento delle strutture architettoniche, non solo per i disabili, ma anche per le mamme con i carrozzini, per gli anziani, poi c?è la peggiorata qualità del turismo, la crisi dell?euro. Prima la stagione turistica durava almeno tre mesi, ora 15 ? 20 giorni? dice Nicola Carola e la moglie aggiunge:
?Vorrei che il Comune di Agropoli promuovesse il turismo come il Comune di Chieti e chiedo una maggiore partecipazione alle Borse del Turismo?.
Le rispondiamo che alla fine del mese il Comune parteciperà alla BIT di Milano, lei lo sa, ma non c?è stato con l?Assessore un incontro e certo non può andare da sola.
Cosa manca ad Agropoli?
?Un parcheggio e un parco dei divertimenti, certo non crediamo che si possa avere Gardaland, ma qualcosa di simile, un?attrazione anche per gli adulti. Poi un teatro e stagioni concertistiche, perché non sappiamo dove mandare i turisti la sera, la cosa più brutta è la slealtà degli albergatori, che sì ?rubano? l?un l?altro i clienti?.
La scorsa estate l?albergo ha organizzato eventi culturali; il Comune ha collaborato con voi?
?Sì, lo scorso anno c?è stata una lettura di poesie, una mostra pittorica permanente e un concorso di pittura ed il Comune è stato disponibile per la promozione dell?estemporanea di pittura. I risultati però non sono stati quelli sperati: la gente non partecipa?.
Nicola Carola, se non fossi Agropolese, per che cosa verresti ad Agropoli?
? Forse sarei attratto dalla zona antica, ma io non verrei ad Agropoli, perché la qualità del turismo è pessima?.
Vito Rizzo asserisce che ad Agropoli non bisogna portare il turismo della costiera romagnola, cosa ne pensate?
? No, non siamo d?accordo, non bisogna essere ?razzisti?, dato che ad Agropoli arriva anche il turista medio basso Napoletano. Magari avessimo il turismo della riviera! La gente che viene qua, in estate, si porta pure il pacco di pasta da casa, il nostro è un turismo stagnante!?
Vito Rizzo, nella nostra intervista, fa riferimento ad un turista nuovo, più esigente, chi è questo turista e cosa bisogna offrirgli?
? E chi è, tu lo conosci, Lucia?? fa ironia Nicola Carola rivolto alla moglie, poi prosegue: ?È un turismo ?mordi e fuggi?. La tipologia del turista è cambiata, prima il villeggiante si fermava molto, si affezionava, tornava, ora è di passaggio, si ferma una settimana e oltre il mare non sa che fare, noi gli offriamo la barca e la spiaggia, almeno finora, perché ci costa troppo e forse per la prossima estate non potremo più farlo, a tale proposito chiediamo al Comune la disponibilità per i nostri ospiti della spiaggia della Marina?.

(1 febbraio 2006)
Milena Esposito.

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Acqua che scorre

13 Febbraio 2006 5 commenti


Il Cilento è come l?acqua che cerca la terra, che cerca, trovandolo, il mare.
Tutta la terra sua si piega in dolci colline, che scherzano rincorrendosi e il tuo occhio nel verde si perde.
Sale e scende la terra cilentana e mai si ferma se non quando arriva al mare e muta.
La terra diviene acqua e l?acqua terra mia.

Categorie:Città del mondo Tag: ,

cinque mie strane abitudini

12 Febbraio 2006 4 commenti


Non saprei da dove iniziare, devo innanzi tutto focalizzare le mie abitudini, davvero devo pensare.

1) Ho l?abitudine di scherzare sempre
A volte straparlo, faccio battute fuori posto o troppo piccanti e metto in imbarazzo i miei interlocutori, ma non posso smettere è un mio vizio.
2) Ho l?abitudine di non prendermi sul serio
Per me tutta la vita è uno scherzo e quindi anche e soprattutto quello che faccio io, perciò stento a considerarmi un adulto.
3) Ho l?abitudine, appena resto sola, di suonare la tammorra
Lo faccio perché non riesco a suonare, ma solo a fare un baccano terribile, però mi piace tanto, proprio al tatto, mi scarico la tensione, sogno d?imparare attraverso l?esercizio.
4) Ho l?abitudine di cogliere il lato umoristico di tutto e tutti
Spesso devo controllarmi per non fare una risata in faccia a chi mi sta davanti, tutto, ma veramente tutto mi fa ridere dal cappello del collega, alla frase di un amico e faccio continui abbinamenti mentali umoristici.
5) Ho l?abitudine di stendermi sulle braccia piegate (posizione yoga)
Mi piace vedere il mondo da posizioni strane e stendere tutto il mio corpo, normalmente non amo essere vista, mentre mi stiracchio.

In verità adesso mi vengono in mente tante altre strane abitudini come fotografarmi da sola, chiudermi in camere e ballare ascoltando musica, leggere a voce alta, registrare la mia voce?ma di questo vi dirò poi.

Passo il testimone alle seguenti persone, che mi devono lasciare un commento qua sotto, raccontandomi le loro…

http://ulpecoranera2.blog.tiscali.it/

http://reservoir.blog.tiscali.it/

http://blumare.blog.tiscali.it/

http://paoloricci.blog.tiscali.it/

http://conilcuoreinmano.blog.tiscali.it/

A colloquio con l?Assessore al Turismo del Comune di Agropoli

12 Febbraio 2006 1 commento


- A vederti così giovane, non si può che iniziare chiedendoti quanti anni hai e come sei arrivato alla politica.
Ho 29 anni ed ho iniziato nel Partito Popolare, prima dei miei 18 anni, sia a livello provinciale sia nazionale.
Nel 2002 mi sino candidato ad Agropoli e sono stato eletto e poi rieletto nel 2004.
- Chi era Vito Rizzo prima di essere assessore?
Penso che sia sempre la stessa persona, perché da sempre mi sono impegnato, sia attraverso associazioni, che attraverso il giornale Davvero, ed ho sempre cercato di essere in sintonia con la mia gente, considerandomi un cittadino con l?onere di risolvere i problemi evidenziati.
- Coltivi anche ora la passione di scrivere?
Sì, ogni tanto collaboro con altre riviste, ma c?è una difficoltà istituzionale a raccontare fatti della cosa comune, ma se non c?è lo faccio.
Attualmente lavoro ad una raccolta di corsivi editi ed inediti su episodi a carattere generale dal titolo ? Il grillo parlante?, il nome della rubrica che curavo sul giornale Davvero.
-Il raggio di azione del tuo assessorato è molto esteso, vogliamo conoscere le tue singole competenze ?
Sì, l?assessorato al turismo s?intreccia con le deleghe Cultura, Sport, Spettacolo e Informagiovani, l?indirizzo che do è un sistema di relazione tra gli attori dei vari settori per migliorare i servizi e gli eventi legati all?offerta turistica.
Nella cultura intendo valorizzare l?identità della città attraverso il recupero degli episodi della propria storia.
- Quali sono le cose che hai voluto attuare subito, perché prima non c’erano?
Dopo tre anni e mezzo, credo che le cose più importanti siano state la biblioteca comunale, uno spazio per le associazioni e l?attivazione di un ufficio turistico nella sede di Viale Europa.
Ho bloccato la pioggia di finanziamenti per sostenere i progetti che hanno una reale ricaduta.
Ho incentivato il lavoro assieme agli altri Comuni per valorizzare tutto il territorio.
-Se non fossi Agropolese per cosa verresti ad Agropoli?
Probabilmente, dovrei capitarci per caso, lo so, ma m?innamorerei di lei, di Agropoli.
- Per che cosa dovresti fuggire da Agropoli?
Forse si deve fuggire dalla propria città in generale, quando si è in pochi a lavorare per il proprio territorio e ci si rende conto che c?è una lotta subdola ad ostacolare chi s?impegna per il bene del paese.
- Come vuoi promuovere l’attività culturale agropolese?
Purtroppo, la cultura è la Cenerentola di tutti i bilanci ed è difficile sostenere le nuove idee, ma noto un rinnovato dinamismo nel valorizzare l?identità culturale.
La sfida è quella di trovare il modo di sostenere le iniziative più innovative.
- A tuo giudizio qual è la manifestazione che attualmente manca ad Agropoli?
Tante, ma io penso di dare un senso ed un?organicità a ciò che c?è.
Agropoli deve creare piccoli eventi destinati a target turistici differenziati, è questa la logica dei ?20 e?venti? che presentiamo alla BIT di Milano come bandiera blu del Cilento.
- Qual è la manifestazione che non bisogna portare ad Agropoli?
Non bisogna portare il turismo della riviera romagnola, non sulla massa, ma ad un turismo nuovo, più esigente bisogna rivolgere le attenzioni.
Il nostro territorio può dare risposte articolate, puntando sulla bellezza dei luoghi, soprattutto quelli più nascosti, sui prodotti tipici.
Mettere in rete è dare l?opportunità di mettere a disposizione quanto di più bello c?è sulla faccia della terra.
Fare sistema, questa è la scommessa per un salto di qualità.
– A cosa stai lavorando in questo periodo?
Ci prepariamo per la BIT di Milano 2006, palcoscenico internazionale del turismo, nella quale avremo uno spazio destinato alla Costa del Cilento assieme ad otto Comuni apripista.
– Il tuo sogno nel cassetto?
Non ne ho uno. Spero che il mio impegno in tutti i settori, nel personale e nel politico, arrivi al raggiungimento di risultati con la dignità e l?onestà intellettuale e morale che non intendo disperdere.

Milena Esposito

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

con un pennello in mano

11 Febbraio 2006 1 commento


Vorrei scrivere come pennellate di colore
Vorrei che queste lettere fossero note
Vorrei che tutto intorno a me si tingesse
Vorrei potermi distendere su un pentagramma
Vorrei che fosse un canto ammaliante
Vorrei parlare con te come con me
Vorrei farti conoscere il Cilento
Vorrei mostrarti il mare mio
Vorrei non farmi male mai
Vorrei non farti male mai

Categorie:On the road Tag: ,

I giovani sono inclini ai desideri

11 Febbraio 2006 2 commenti


Quanto al carattere, i giovani sono inclini ai desideri, e pronti a fare tutto ciò a cui il desiderio li spinge. Fra i desideri di ordine fisico, cedono soprattutto all?attrazione amorosa, e sono incapaci di tenerla a freno; ma sono volubili, e facili alla noia, in tutti i loro desideri, e si accendono enormemente, e subito si raffreddano: ogni atto di volontà è in loro acuto ma breve, come la fame e la sete in chi è infermo; e sono passionali e impulsivi e inclini all?ira. E sono preda delle loro passioni, perché per brama di protagonismo non sopportano d?essere poco considerati, ma fremono di rabbia se solo credono d?aver patito un?offesa. E bramano d?essere i primi, bramano anzi la vittoria (la giovinezza vuole supremazia, e la vittoria è una supremazia) e desiderano tutto questo ben più che la ricchezza (non desiderano la ricchezza perché non ne hanno ancora provato il bisogno; e hanno buon cuore, non cuore cattivo, perché ancora non hanno assistito a innumerevoli cattiverie; e sanno fidarsi, perché ancora non hanno subito innumerevoli inganni; e sanno sperare, perché, come gli ubriachi, sono pieni di naturale ardore, e perché ancora non hanno provato innumerevoli disgrazie. E quasi sempre vivono nella speranza, perché la speranza è del futuro, la memoria del passato, e agli occhi dei giovani il futuro è lungo, il passato è breve: all?alba della vita nulla si ricorda, ma tutto si spera. E per questo si lasciano ingannare (sono facili alla speranza), e sono pieni di coraggio (sono impulsivi e speranzosi, e l?impulsività fa sì che non si tema, la speranza fa sì che si osi, perché nessuno ha paura quando è in preda all?ira, e la speranza d?un successo rende audaci); e sono pieni di pudore (perché non credono che esista altro di bello, ma si attengono alle norme sociali in cui si sono formati), e sono pieni di grandezza d?animo (perché ancora non hanno subito le umiliazioni della vita, ma non conoscono costrizioni, e ritenersi degni di cose grandi è grandezza d?animo: così sente chi sa sperare). E preferiscono le belle azioni alle azioni utili, perché vivono obbedendo al carattere più che al calcolo, e il calcolo tende a ciò che è utile, la virtù a ciò che è bello. E amano l?amicizia, e amano i loro amici più che in qualsiasi altra età, perché godono della comunanza, e nulla giudicano in base all?utile, e perciò nemmeno gli amici. E tutti i loro errori sono errori per eccesso, errori per troppo impeto, contro il motto di Chilone (fanno tutto in eccesso: amano troppo e odiano troppo, e tutto il resto allo stesso modo); e credono di sapere tutto, e si intestardiscono (questa è la causa dei loro perenni eccessi), e se compiono ingiustizie lo fanno per tracotanza, non per malvagità. E sono inclini alla compassione perché stimano tutti nobili e grandi (perché misurano il prossimo in base alla loro innocenza, sicché credono che il loro prossimo soffra mali ingiustificati), e amano il riso, e perciò sono facili allo scherzo, perché lo scherzo è un?educata tracotanza.

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,