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Archivio Ottobre 2006

Fenomenologia del rattuso

29 Ottobre 2006 1 commento


Parlando con un mio caro amico non campano gli spiegavo che noi usiamo il termine ?RATTUSO? per includere una specie umana purtroppo non in via d?estinzione, anzi in aumento.
Lui mi ha chiesto se ha qualcosa del ratto ed io gli ho risposto che più che altro potrebbe essere assimilabile ad un maiale, ma la definizione sarebbe comunque incompleta, siccome questa che segue l?ho trovata tempo fa sul blog: http://cici.blog.excite.it/permalink/348757
Ve la riporto così: tutti voi potete comprendere un lemma intraducibile.
Buona lettura a tutti (rattusi compresi!)

Fenomenologia del rattuso

Si definisce rattuso, con un neologismo dialettale quanto mai azzeccato, quel diffuso figuro che ricorre nell’esistenza delle femmine lievemente attraenti con la puntualità della ricrescita pilifera sullo stinco. Esso presenta delle caratteristiche somatiche e comportamentali che colpiscono proprio per la loro banale, sistematica precisione nel soggetto portatore sano di tale oscuro morbo; quello di battere i pezzi alle femmine senza alcun tipo di incoraggiamento.
La specie in esame si appalesa soprattutto sul luogo di lavoro, sia perchè uno così in qualsiasi altro consesso sociale, in quanto non costretta a frequentarlo, non lo cagheresti manco di striscio, sia perchè, essendo laido e codardo per natura, l’animale in questione approfitta del contatto lavorativo per avanzare le sue assolutamente inique pretese.
La sproporzione evidente tra le sue aspettative e le tue, si evidenzia nell’elencazione delle seguenti caratteristiche comuni alla specie in esame:
? divario tra la tua e la sua età di anni tra i 20 e i 30;
? sproporzione evidente tra il tuo colorito oscillante tra il rosa pesca e un sano pallore spettrale da poco sole e molto studio, e il suo incarnato color cacca brillante in ogni stagione;
? assoluta diseguaglianza della percezione olfattiva tra il tuo vago odore di deodorante Infasil della mattina e il suo lieve, persistente come una fogna otturata, aroma di dopobarba+profumo+olio per capelli unti che ricorda tanto il Patrick del supermercato di anni fa. Ma magari sono impressioni, eh…;
? diversità biologica nel posizionamento e uso dell’organo visivo, tale che mentre tu usi la singolare abitudine di parlare guardando l’interlocutore negli occhi, esso è affetto da patologia oculare di concetrazione dello spettro visivo esclusivamente sulle tue zinne, mentre ovviamente stai disquisendo di riunioni operative e variazioni di bilancio;
? difformità lievemente accentuata tra il suo scompisciante, signorilissimo sense of humour teso ad evidenziare ogni singolo aspetto della sua pretesa mascolinità con timidi accenni, reitirati e non “petiti”, a situazioni boccaccesche, sollecitate da lampanti constatazioni quali l’evidenziatore che non evidenzia, internet che non funziona o il telefono occupato. E il tuo, che nel frattempo hai smesso di ridere con Zelig ancora prima della prima puntata.
? metro di interpetazione di fatti e comportamenti dalla distanza siderale, per cui un secco “no”, senza ulteriori spiegazioni, alla reiterata richiesta di un aperitivo insieme, viene automaticamente convertito dal bavoso in un eloquente “ti trovo molto attraente ma ho paura dei miei sentimenti, e soprattutto di un affascinante tipo come te, che sicuramente mi tradirebbe con una delle molteplici strafiche che gli sbavano dietro; quindi se me lo richiedi mi getto ai tuoi piedi”. Lo stesso metro di interpretazione dei fatti viene applicato nella sciagurata ipotesi in cui, al bar, te lo ritrovi dietro che ha già pagato il tuo caffè, ragion per cui tu ce lo hai fatto credere, ed è giocoforza che gli si concedano le tue grazie. Ovviamente, quando cominci a trattarlo veramente per il fetente viscido schifoso lurido maiale quale è, non è perchè ti ha maciullato i coglioni a stracciatella (senza considerare che tu sei costretta da meri motivi professionali ad interloquire con lui), ma perchè, senza alcun dubbio, TU non scopi.

Riferimenti: RATTUSO

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cercare

28 Ottobre 2006 1 commento


Il cammino non è mai uguale e non è tracciato e bisogna cercarlo ed a tratti è sicuro ed a tratti scompare?si deve inseguirlo in un dedalo d?infiniti passi e d?orme senza certezze eppure dà riparo il perdersi nell?infinità del tragitto.
È un bivio; è una scelta che porta verso il destino.
Il percorso è da continuare in un altalenarsi diseguale d?incertezze e di convinzioni.
Lo si deve cercare per non perdersi.
Il passaggio attraversa le stanze con incerti piedi nudi ed ogni stanza finisce in un?altra e così in continuo ed ogni volta è sempre una scoperta…

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me la sono portata a letto

27 Ottobre 2006 9 commenti


Stanotte ho avuto freddo. Mi sono gelata. Mi sono alzata e ho preso una coperta pesante e calda e me la sono portata a letto e mi ci sono avvolta ed avevo freddo.
Ero accartocciata in una coperta che non sapeva scaldarmi.
Un freddo che non ne vuole sapere del caldo della coperta: che se ne fotte allegramente di voler passare.
Freddo e freddo.
Mi sono alzata ed ero sudata e fredda.
Freddo. Freddo. Freddo dentro.
Ho creduto che il freddo fosse nel mio cervello, nelle mie ossa e nella carne però fuori era tutto normale e rassicurante e sereno.
La pelle era rabbrividita tutta.
Le braccia ed il petto…tutta.
Pelle d?oca e sudore e tremore e freddo.
Freddo da sudare.
Freddo da tremare.
Freddo da gelare.
Freddo da morire.

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per tanto tempo

24 Ottobre 2006 7 commenti


Quando ho aperto questo blog, questa è stata una delle prime immagini che avevo scelto da pubblicare.
Da allora è trascorso più di un anno e questo disegno è rimasto per tanto tempo in una cartella.
Bene, adesso lo guardo. Penso che lo sto osservando, però, con occhi diversi.
Sì, mi piace ancora e ancora credo di capire i motivi per cui lo scelsi e forse anche quelli per i quali non l?ho mai pubblicato.
Adesso voglio farlo.
Non tutte le ragioni mi sono chiare e forse è giusto che sia così, penso che mi fa piacere che anche altri possano provare le stesse mie emozioni.

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Accidenti Acciaroli

23 Ottobre 2006 3 commenti


Sento la dolcezza del profumo del sale
Vedo l?immagine del cielo specchiarsi
Dentro dentro dentro dentro dentro dentro

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PRENDIMI

21 Ottobre 2006 6 commenti


Prendimi la testa fra le mani
E il vento sfiorerà la spuma
Prendimi la testa fra le mani
E il vento soffierà sulla risacca
Prendimi la testa fra le mani
E il vento spettinerà le onde
Prendimi la testa fra le mani
E il vento incresperà l?acqua
Prendimi la testa fra le mani
E il vento agiterà le mareggiate
Prendimi la testa fra le mani
E il vento infurierà la tempesta
Prendimi la testa fra le mani
E il vento placherà il mare
Prendimi la testa per piacere

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lunare

20 Ottobre 2006 4 commenti


Orma nell?orma e torno alla sabbia e mi sembra tutta candida cenere. Verso l?orizzonte è indecente la luna fulva, sotto il suo riflesso s?allunga il fumo del fuoco e s?incontrano lì.
Vedo quel segno e non sento più nulla, solo il respiro del silenzio e cammino nella cenere e mi avvicino al fuoco.
Avanzo nel biancore e tutto profuma di legna che arde; avanzo nella bianca cenere che tutto risplende.
È un?immagine di un altro pianeta: è lunare.
L?orizzonte è curvo.
Non vedo nessuno.
Il buio diventa sempre più luminoso.
È una soffice polvere quella che ondeggia sotto il passo, morbida schiuma fruscia, mentre avanzo ed entro nell?abbraccio del caldo e mi piace e proseguo incantata dalla malia di questa notte.

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:+

19 Ottobre 2006 4 commenti


ho freddo…

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e mi spogliavi

17 Ottobre 2006 4 commenti


Aspetta.
Ci consumiamo nell?attesa
Aspetta
E la tua mano nella lama di una stella
E tu mi spogliavi
E ti lasciavo fare
Tu mi dicesti: aspetta
E ti risposi solo: ora
ORA!

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acchiappare

16 Ottobre 2006 5 commenti


La luce filtra e ritrovo il buio di una stanza lontana nel tempo ed i suoi profumi di erba falciata arrivano da una finestra spalancata sul prato.
La luce filtra e la polvere ascende nell?aria.
Io gioco.
Il mio giocattolo è la polvere.
Guardare le mani e le dita di luce e la polvere.
Questo era il gioco: voler intrecciare le mie dita a quelle dei fasci di Sole calante e vedere le ombre dell?intrigo e l?apertura della sua raggiera mutare e dipingersi tra la luce ed il buio.
Inclinare le mani e trasformare i raggi in caleidoscopi e cercare di acchiappare l?invisibile: questo era il gioco.

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