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Archivio Novembre 2006

lividi seni

30 Novembre 2006 2 commenti


Notte, stanotte il buio i raggi di luna
Notte le bianche carni, stanotte
Notte scorpione in attesa e la danza
Notte, stanotte aguzze pietre i seni

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S T E R I L I

30 Novembre 2006 Commenti chiusi


Siamo sopravvissuti che sia un miracolo chi lo sa
Abbiamo gli occhi lucidi, fortunati noi ad esser qua?
L?ha detto il dottore
Abbasso l?erezione, niente più voli, ne fantasie
Né miti da emulare, niente viole, mai più nostalgie?
L?ha detto il dottore.
Sterili?
Sotto vuoto spinto privo ormai di stimoli
M?accarezzi ma io non vibro più
Che fine ha fatto l?amore lo sai tu?
Sterili?
Questa nostra impotenza ha trovato un alibi
Criminali ci negano la pietà
Noi più criminali a restare qua.
Ci hanno legato le mani
Così saremo più buoni
Ma io ne ho pieni i coglioni
Voglio le mie sensazioni
Il sesso mio scoppierà
Il cuore si arresterà.
Liberatemi adesso ibernarmi non posso!!!!
Ci possono scoprire
Vestiti in fretta per carità
Prendiamo due o tre tranquillanti
Dimentichiamo che eravamo due amanti.
Sterili
Imbalsamati, insaccati in tanti profilattici,
una donne ed un uomo ieri sì
ma la nostra incoscienza finisce qui.
Qui siamo catalogati al freddo ormai destinati
Una parola d?amore fra le labbra ci muore?
Aiutami almeno tu, slega tu queste mani
Liberiamoci adesso io da solo non posso: Aiutami!!!

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falco e passero abbracciati

27 Novembre 2006 3 commenti


il gigante e la bambina
sotto il sole contro il vento
in un giorno senza tempo
camminavano tra i sassi
camminavano tra i sassi
camminavano tra i sassi
Il gigante e’ un giardiniere
la bambina e’ come un fiore
che gli stringe forte il cuore
con le tenere radici
con le tenere radici
con le tenere radici
e la mano del gigante
su quel petto di creatura
scioglie tutta la paura
e’ un rifugio di speranza
e’ un rifugio di speranza
e’ un rifugio di speranza
del gigante e la bambina
si e’ saputo nel villaggio
e la rabbia da’ il coraggio
di salire fino al bosco
di salire fino al bosco
di salire fino al bosco
il gigante e la bambina
li han trovati addormentati
falco e passero abbracciati
come figli del signore
come figli del signore
come figli del signore
il gigante adesso e’ in piedi
con la sua spada d’amore
e piangendo taglia il fiore
prima che sia calpestato
prima che sia calpestato
prima che sia calpestato
camminavano tra i sassi
sotto il sole contro il vento
in un giorno senza tempo
il gigante e la bambina
il gigante e la bambina
il gigante e la bambina
il gigante e la bambina
il gigante e la bambina
il gigante e la bambina
il gigante e la bambina
il gigante e la bambina

onde e orme

25 Novembre 2006 1 commento


troppi sono i giorni senza di te
le lune, la pioggia e le lacrime
tutto scroscia senza di te
macchia di onde
mare e vento
concentriche orme di pianto
tutto lascia la traccia di sé

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TERRE IN MOTO

21 Novembre 2006 Commenti chiusi

Ciao,

ti informo, sperando che tu possa segnalarlo sul tuo blog e diffondere la notizia, che sta circolando un documentario girato da me insieme ad altri due registi (siamo tutti e tre romani) nella zona Alto/Medio Sele – Tanagro, di cui qui sotto riporto una scheda.

Sarà proiettato oggi al Teatro Augusteo di Salerno alle 16.00 nell’ambito del Festival Internazionale del Cinema e sabato 25 alle 17.30 alla Casa delle Parole di Auletta, dove la proiezione sarà seguita da un incontro-dibattito con amministratori ed esponenti politici locali.

Grazie,

Michele Citoni

TERRE IN MOTO

un documentario di Michele Citoni, Angela Landini, Ettore Siniscalchi

Il 23 novembre 1980 un terremoto catastrofico colpì la Campania e la Basilicata. I morti furono quasi 3.000, oltre 300.000 i senza tetto. La protezione civile non esisteva ancora e le istituzioni dello stato erano del tutto impreparate ad affrontare levento, ma migliaia di volontari e molte amministrazioni locali, da ogni parte dItalia, si mossero spontaneamente per portare i primi soccorsi. Venticinque anni dopo, i volontari vengono invitati a tornare nei paesi ricostruiti. Da qui parte un viaggio nella memoria dellAlto e Medio Sele e del Tanagro, tra le province di Salerno e Avellino. Il film racconta la stagione di partecipazione e lotte popolari che seguì il terremoto e rintraccia i segni dei mutamenti causati dal sisma nel presente ambientale e sociale di questi luoghi, tra una ricostruzione che ne ha cambiato il volto e non è ancora terminata, il cemento di opere pubbliche spesso inutili e sovradimensionate, le speranze tradite di unindustrializzazione calata dallalto, un
rinnovato destino di arretratezza e emigrazione e i tentativi di promuovere le identità e le qualità del territorio. Terre in moto è un affresco di storie locali che raccontano un pezzo della storia di tutto il paese.

Durata:

78

Anno di produzione:

2006

Soggetto:

Michele Citoni e Ettore Siniscalchi

Sceneggiatura e regia:

Michele Citoni, Angela Landini, Ettore Siniscalchi

Produzione:

Michele Citoni e Ettore Siniscalchi, con il contributo della Provincia di Salerno

Montaggio:

Michele Citoni, Angela Landini, Ettore Siniscalchi

Riprese:

Michele Citoni e Angela Landini (camera appoggio Ettore Siniscalchi)

Musiche:

Rocco De Rosa (dal cd Rotte distratte, il manifesto, 2002)

Formato di ripresa:

Mini DV

Lingua:

italiano e dialetto campano

Sottotitoli:

italiano

Festival e proiezioni:

- Casale del Podere Rosa, Roma, 2 luglio 2006

- Auditorium comunale di Laviano (SA), 2 agosto 2006

- Festival toniCorti 2006, Padova

- Mediterraneo Video Festival 2006, Capaccio-Paestum (SA) in concorso

- CineEco 2006, Festival Internacional de Cinema e Vídeo de Ambiente da Serra da Estrela, Seia (Portogallo) in concorso

- Festival Internazionale Cinemambiente 2006, Torino in concorso

- Festival Internazionale del Cinema di Salerno 2006, Salerno in concorso

- Casa delle Parole di Auletta (SA), 25 novembre 2006

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Un lucente pensiero cullato

19 Novembre 2006 2 commenti


Oggi ero così: persa con lo sguardo nel Mare; ingoiata dal suo profumo.
Il Mare di Accioroli.
Il vortice del suo colore mi rapiva e lo guardavo e lo guardavo ed il sole risplendeva dentro il cobalto dell?onda dalla cresta bianca ed irrequieta.
Vento di Mare.
Smanioso vento di Mare agitava il bagliore del riverbero e me lo sbatteva addosso.
Sul viso, sul corpo e dentro e dentro e dentro.
Arrivava l?onda della salsedine ed era dentro di me.
Mi entrava nel petto il buonumore.
Vento di Mare.
Poi ho guardato verso di te ed è esplosa l?allegria nel mio sorriso spettinato dal Vento.

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V I E N I

18 Novembre 2006 Commenti chiusi


Vienimi in sogno
Vieni, non tardare, vieni.
Vieni col mantello e con il buio, vieni.
Vienimi in sogno dove non ci vede nessuno, dove non c?è peccato e non c?è vergogna, vieni.
Vieni nei miei sogni dove finisce la realtà ed inizia il resto.
Vieni.
Non tardare e porta con te la luce di una fioca lanterna, quel che basta per immaginare.
Vieni.
Dove inizia il resto.

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pelle

10 Novembre 2006 7 commenti


come una carta accartocciata

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a testa in giù

9 Novembre 2006 3 commenti


Giocavo.
Era buffo quel gioco.
Era utile.
Sentivo le voci arrivare fin qui ed io giocavo da sola.
Non vista.
Salivo sulla ringhiera e mi sedevo e poi?mi mettevo a testa in giù.
Mi tenevo con le ginocchia attaccata al bordo e il mio mondo cambiava.
Mutava.
Si trasformava ogni cosa: in basso il cielo ed in alto il verde mare del prato.
Un mondo alla rovescia.
Il mio.
Si capovolgeva tutto in un gesto ed io restavo a guardare.
A guardare.
Ridevo.
Guardavo e ridevo.
A testa in giù sulla ringhiera.
Il sole sbatteva sulle mie cosce e la gonna veniva sopra di me.
Scendeva in su: pensavo e ridevo.
Ogni cosa era il contrario di quello che era.
Questo mi piaceva.
Allungavo le mani verso la terra eppure le dovevo sollevare in alto.
Più in alto della mia testa.
Le mie braccia si stendevano verso l?alto per toccare il basso.
In alto verso il basso.
Era proprio così: tutto era il contrario della realtà.
Il sole ai miei piedi e le nuvole per poterci inciampare e il profumo dell?erba con le sue chiazze brune e le pietre erano sopra la mia testa sotto le mie mani.
Ridevo.
Dovevo tenermi forte con le gambe per non cadere.
Poi tenendomi sui palmi aperti mi lasciavo andare e scivolando in una capriola venivo via e mi ritrovavo per terra.
Con la faccia alla ringhiera e tutto il resto dietro.
Erano le sbarre di una galera.
Era il rifugio. Il posto giusto per guardare oltre.
Oltre la ringhiera.
Poi ritornavo su.
Mi sedevo e giù.
Il mondo al contrario.
Tutto.
Ogni cosa era viceversa.

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effimeri cristalli

7 Novembre 2006 2 commenti


al primo sole
il tremito del vento
alita sulla brina e
l’asciuga
effimeri cristalli
spenti
scompigliato manto
disciolto
scocca
improvviso
il verde mare
di prato

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