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Chi esser tu?

6 Febbraio 2009

 

Questo è il commento postato da bluantho all’esercizio L’UDITO NELLA SCRITTURA:

 

"Più tardi, seduta accanto alla finestra aperta, spiavo il suono delicato della brezza e in lontananza la dolcezza del mare, il mio mare, che con il suo canto lento, come una sirena ancora oggi m’incanta".

 

Vi invito ad elaborare questo commento, allargando la bella immagine che bluantho ci ha fornito.

Fatemi capire qual è il suono e come è il canto del mare e delle sirene: che cosa "rievoca" il personaggio? E chi è costui?

Studiate ogni parola della frase ed immaginate chi è suggerito da questa frase.

È un uomo, dice seduta, allora è una donna, una bambina, un animale, uno spirito?

Postate qui o inviate ad arteparte@hotmail.it una frase che sviluppi ed amplifichi questo commento.

Chi è il nostro personaggio, dove è e cosa fa: fatelo agire, dategli vita!

Vi chiedo poche righe per creare un personaggio.

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  1. 6 Febbraio 2009 a 10:32 | #1

    “Più tardi, seduta accanto alla finestra aperta, spiavo il suono delicato della brezza e in lontananza la dolcezza del mare, il mio mare, che con il suo canto lento, come una sirena ancora oggi m’incanta”.

    Furono solo pochi attimi, quelli che la brezza donò ai suoi capelli dorati di sole. Pochi attimi, per lasciarsi rapire dal profumo incantato del mare. Solo il vento custodì il loro incontro, nel tempo di madreperla.

  2. Ros
    7 Febbraio 2009 a 16:06 | #2

    Il canto delle sirene rievocato dal suono delle onde che lievi si alternano sulla riva, toccano i suoi piedi minuscoli, poi li lasciano, carezze morbide che del mare sulla sabbia dorata come i suoi capelli. I suoi occi del colore del mare guardano l’orizzonte acceso dal sole calante, ascolta mai sazia la voce del mare , lento sussurro di vita dove cullare i suoi pensieri, ormai leggeri , adesso che la sua mano stringe l’amore, lo guarda negli occhi, ne accarezza il cuore.

  3. hollyy
    6 Marzo 2009 a 21:39 | #3

    Esmeralda era stata troppe volte di fronte al molo ad attendere.Uscivano al tramonto col mare quieto o con la brezza tra i capelli.Le aveva promesso che stanotte avrebbe dormito.Ma poi spiava di notte,di nascosto,da dietro le tende,la luce delle lanterne che ondeggiavano al ritmo delle onde,tra l’ululare del vento che a volte sembrava una sirena che glielo avrebbe rapito.Invece,quando tutto era finito solo il puzzo del pesce fresco sulle labbra di Ulisse che sfioravano le sue le ricordavano che fosse di nuovo l’alba e che anche la prossima sarebbe stata una nuova notte.

  4. 9 Marzo 2009 a 9:34 | #4

    Che pace qui! Sento solo il garrire stridulo di un gabbiano e il motore del peschereccio che

    sta rientrando in porto.

    Peccato! Fra poco qui sotto inizierà il concerto quotidiano: donna Rosa che si lamenterà per il prezzo del pesce, Salvatore risponderà che il carburante costa e Ninetto che strillerà perché vuole subito il gelato.

    Miao…chissà se il padrone oggi comprerà qualcosa di buono?

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