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Archivio per la categoria ‘Viaggi’

po? no pappai arena

3 Luglio 2007 8 commenti


Aintru is intrainas mi bivvidi una buriana
imboddiada no baddat, ma dha intendu
una boxi spappada bròtada in sa brenti
sbertulat, sciabòriada, in scivedhas de prantu
in bottus de arrisu.

Sa boxi bìrdia: seu crismera de fuedhus
ziminera sbraxiada, àina scarescia.
Mi sparzinat su coru
scarrafiendi s?arrexioni
sighendi una lingua, cicca gureu in prazza
non biu s?imbidriu, non liu divantalis
abarru attontiada accant?is aristas spibionadas.
E? bentu de beccesa, narant
E? tempu de bivesa zerriat sa buriana
Abarru frimma
mazziendi giarra
po? no pappai arena

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am

2 Luglio 2007 1 commento
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Questo libro non è mio.

10 Giugno 2007 15 commenti


Questo libro non è mio. Questo libro è nato, come le cose più belle della vita, perché la nostra sorte giunge e ci porta per mano. È nato perché ho conosciuto Elisabetta Manfucci e perché lei mi ha incoraggiato e mi ha chiesto di ricamare con la penna. Questo libro è stato steso perché mia madre mi disse di scrivere una cosa utile, come l?elenco del telefono e perché mio padre possa essermi sempre più vicino; perché, grazie a Giuseppe Salzano, ho letto tanti libri, fino a farmi venire la voglia di scriverne uno; perché Anna Giordano mi sconsigliò d?imitare James Frey; perché ho amici leali; perché Giuditta Monaco e Maria Rosaria Maratea e Salvatore Paletta e tutti quelli che sicuramente dimenticherò, hanno atteso per leggerlo; perché Alfonso Nigro, il mio uomo, non capisce ciò che io scrivo, ma ispira tutte le emozioni di questo libro.
Questo libro non è mio, perché se l?amica, Annamaria Perrotta, non mi avesse aiutato e se il mio amico, Vito Rizzo, non ci avesse creduto, non sarebbe mai venuto alla luce; perché la sorte ha messo nella gioia della mia famiglia, Verena Nigro, senza la quale questo romanzo io forse non l?avrei neanche mai scritto.
Questo libro ha incontrato la sensibilità di Michele Di Lieto ed i suoi suggerimenti lo hanno plasmato ed arricchito; la carica vitale di una donna eccezionale, Anna Rossini, ha spronato, inconsapevolmente, le mie dita a battere sulla tastiera del computer. Questo libro nasce dall?entusiasmo di Adele della Torre e di Valerie Cerrone, di Hermann e Malù Christl, dagli incoraggiamenti di Anna Maria de Corato, di Riccardo de Sangro e di Jole Chiagano, dalla voglia d?ascoltarmi che dimostrano Maria Giovanna Bassi, Tania Gallone e Alessandra Dente.
Se quel giorno non avessi incrociato Roberto Castelnuovo, se, quell?altro giorno, Cristina Orrico non avesse girato per le strade della terra, che ci accoglie nel proprio seno verde di alberi frondosi, se loro non fossero sempre così affettuosi con me, io non avrei mai scritto una riga di quanto leggete.
Se mia madre non avesse avuto mia sorella, Andreana, tutta la mia vita sarebbe priva di quel confronto che mi ha fatto ritrovare allo specchio di questo romanzo e di questa vita, privandomi di una delle più grandi gioie della mia esistenza.
Se io non avessi mio fratello, Ferdinando, e se mio fratello non avesse sposato Stefania Tarantino, sicuramente non avrei provato quegli stimoli e quegli entusiasmi di cui necessito.
Questo libro non è mio, ma è un po? di Antonietta Di Sessa che mi portò sull?albero del suo giardino; è un po? della vita scanzonata di Fernando Chiarelli; è di Marisa Marra, perché era una bambina seria; è di mio cugino, Luigi Ferdinando Nazzaro, che condivideva i miei giochi ed i miei sogni; è di Daniela Razzino e di suo padre, Alfredo e del suo piccolo Marco; questo libro è di Gennaro Giuda e dei suoi consigli; è di Giancarlo Stellano e Antonio Maniaci e dei tanti amici che sanno parlarmi dentro.
È di quanti ho incontrato in questa luce e ci sono sicuramente anche tutti quelli che non ho ricordato e che sanno d?esserci.
Tra le pagine di questo libro qualcuno si riconoscerà e per questo lo ringrazio fin d?ora con una strizzatina d?occhio.
Questo libro è stato scritto da mia nonna Giuseppina che, con la sua vita mi ha aiutato a crescere e con la sua scomparsa a ricordare. È stato scritto da mia figlia Francesca, che, come una maga, sa guardare negli animi degli uomini; è stato scritto da mia figlia Alessandra, che è luminosa più del sole.
Se non esistessero artisti come Franco Venanti, che ringrazio infinitamente, la copertina di questo libro non potrebbe mai essere bella, com?è.
Quel che ho scritto è quel che ho letto tra le pagine dei romanzi, tra le parole della musica che ho ascoltato, sui blog e nel forum di Scrivere e vorrei poter esprimere gratitudine a tutti gli scrittori e a tutti i musicisti, che hanno montato come panna la mia fantasia e ai blogger e ai tanti amici virtuali, che ho incontrato, ma l?elenco sarebbe troppo lungo e pieno di nick: i ringraziamenti sono dentro di me per ognuno di voi singolarmente.
Questo libro è stato scritto dalla Terra del Cilento e dal suo Mare e dal suo Vento ed io ne ho solo ascoltato la voce.
Ai miei quattro nonni dedico questa opera, come tutte le altre della mia vita.

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"TUTTI AMICI DI ODINO"

4 Giugno 2007 1 commento

“TUTTI AMICI DI ODINO” (n°1)
ODINO vestito con una tunica ed un elmo sovrastato da un rapace alato,la barba lunghissima, si trova diciamo nel suo abitat,quando entra sulla scena che potrebbe essere senza mobili ma solo pareti come rocce fra le quali la luce dei lampi ne cambia l’aspetto col colore, preceduto da un tuono e lampi accompaganti da un sottofondo di musica WagnerianaOdino si presenta, preceduto da un potentissimo rumore di tuono.

Sono Odino, il padre degli Asi, il padre di tutti gli dei! Vengo dal
Valhalla, la grande sala degli eroi! Ieri ho compiuto 10 miliardi di
anni e sono andato in pensione! Ho passato a mia moglie Idhra molti
miei poteri soprannaturali, ma alcuni me li sono tenuti. Telepaticamente mi sono messo in contatto con il direttore di questa agenzia investigativa “eroima”, qui a Roma, perchè vuole parlarmi!
Ma stia attento! Con Odino non si scherza! Io ho il potere di regalare l’immortalità, di condurre qualche eroe nel Valhalla, ma anche di incenerire qualcuno che voglia fare il furbo con me, per tutti gli Asi! Avanti, ordunque, Infamin!

Odino: zzzzzzz?..ronf?zzzzzzzzzz..
Infaman- Odino, sveglia, Odino.. capisco la sonnolenza senile però, dai, sveglia!. Cazzo, ti partono le videopatiche in automatico, non è che sei sto gran spettacolo mentre dormi, svegliaaaaa
Odino: per tutti gli ASI, chi importuna il grande Odino nel sonno
Infaman: si, buonanotte..
Odino: oh, grazie, Infaman, sei tu, che gentile a darmi la buonanotte zzzzzzzzzzz?.. ronf?..zzzzzz
Infaman: è proprio messo male, poveraccio, meno male che è andato in pensione prima della riforma?Odino svegliaaaa.
Odino: per tutti gli Asi, chi m?import?
Infaman: cazzo, l?arteriosclerosi non risparmia proprio nessuno.. Odino, ave atte e a tutti gli Asi tuoi, sono Infaman, ricordi?
Odino: come non mi ricordo di te, vecchiaccio della malora..
Infaman: senti chi parla?
Odino: ah ah ah , divertente quel film, ma torniamo a noi, a proposito, sai che ho appena sognato che mi chiamavi per darmi la buonanotte, pensa un po? le coincidenze? si vede che sono il sommo Odino, re di tutti gli deiiiii.
Infaman: si buonanotte, più che altro il sonno Odino?
Odino: che gentile che sei a darmi la buon?.zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz, ronf?ronf?
Infaman: la caduta degli dei? che fine ingloriosa! Odino oo oo, ricordati del tempo che fu, quando imperituro deo, svolgevi missioni impossibili al servizio dell?umanità, eterno Robin Hood, toglievi a ricchi per dare ai poveri, comunista della prima ora, generasti da una tua costola l?apostolo Karl Marx e fu, per l?umanità tutta, l?inizio di un nuovo giorno oo oo.
Odino: per tutti gli Asi, Infaman, perché ti ostini a darmi la buonanotte se siamo all?inizio di un nuovo giorno? Sarò vecchio, mica rincoglionito? a proposito sai che ho sognato un deficiente che farneticava su un tale di nome Robin Hood e di tal Karl Marx, chi son costoro, mio vecchio amico?
Infaman: ?????.?………… scusi ma che numero ha fatto?
Odino: dicevi?
Infaman: niente Odino, pensavo a voce alta? piuttosto, sai che capiti a fagiolo? Vedo che sei in gran forma e vorrei proporti un aff.. ops.. un progetto, che sto portando avanti con la mia agenzia. Un tipo sveglio…. come te farebbe al caso mio. Che ne pensi se rientriamo in azione, magari con i vecchi.. ops scusa, senza offesa, amici?
Odino: non scusarti, mio caro Infaman, l?immortale Odino non si cura del passare del tempo, vedrò di contattarli io? ho i miei sistemi, poi ti farò sapere. Adesso è ora che io riposi un po?.
Infaman: mi raccomando Odino, metti fuori posto il cervello così non ti scappano altre videopatiche!!
Odino: fuori posto il cervello? cosa avrà voluto dirmi???

Scusateilritardomaoaspettatoilmioturnoepoianchepensierivelatimihadatolokeiehorottoilghiacciociatutt

(Si sente Odino che viene svegliato dal suono del campanello)
Per tutti gli Asi! Chi è?
(Entrano due bambini, un maschietto e una femminuccia)
Cosa volete voi?
(La bambina)
Io sono Idhri, tua moglie (anche Odino e Idhri hanno lo stesso potere
di Proteo, in grado di trasformarsi e cambiare la voce).
Ah, dimmi, amore!
Ti ho portato qui il nipotino di Irtassin
Ciao, bel bambino. Scusami un momento.
(Si porta le manoni all’orecchio, per parlarci telepaticamente)
Gay di un Aso! Come ti permetti di portare tuo nipote qui?
Lo so, lo so che non sei un Aso; d’altra parte nessun Aso è gay.
E poi sei anche un pedofilo! Come sarebbe a dire, no? Ami i tuoi
piedi? Allora sei pedofilo! Non c’è spazio per te nel Walhalla! Ora
parlo con tuo nipote, poi ti richiamo…

(Odino e Teossim sono a sedere su un tavolo, mentre la moglie Idhra
è uscita)
-Come ti chiami, bel moccios…ehm…bel bambino?
-Teossim. Ho 10 anni, e una gran voglia di prenderti per il c…per
i capelli, che li hai belli e lunghi!
-Ho l’impressione che io e te andremo d’accordo, anche perchè se no
tuo nonno lo sistemerò per le feste…no, non le vostre feste cattoliche.
-Anch’io penso che io e te andremo d’accordo, anche perchè se no
prendo tua moglie e <>, dice pompando l’aria.
-Scusa, Teo, ma cosa ci ho scritto sulla fronte, scemo?
Teo gli guarda la fronte.
-No! C’è scritto “Gloria at Patris Asae in secula seculorum!”…ma
che ca…cosa vuol dire?
-Vuol dire che mi devi glorificare! Guarda che se tu vedi mia moglie,
lei è capace di trasformarsi in una vecchia novantenne sdentata con
incontinenza d’urina! Oppure avere le sembianze di tuo padre! Tu lo
faresti mai <> con tuo padre?
-No, ma con mia madre, sì!
-Basta! Hai già rotto i santissimi Asi miei figli! Adesso chiamo
telepaticamente tuo nonno!
-Chiamalo con il cellulare! 0444750119!
-Ma sei proprio un cre…dente nato! Nel senso che credi di farmela!
0444 è il prefisso di Vicenza!
(Guarda verso il soffitto della stanza)
-Idhra, amore mio, trasforma Teo in un pony! No, non un pony-express!
In un pony islandese, è ovvio!…Perchè no? Ah, ho capito:deve essere
presente suo nonno…va bene, tanto lo devo incontrare…

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in rumeno

30 Maggio 2007 6 commenti


- Sì, ti dico, shh, fammi sentire un attimo.-
- Dai, cara, che si accorgerà che stai origliando.-
- Un secondo solo, fammi capire solo che succede.-
- Cosa vuoi che succeda, litigano no? Poi non parlano in italiano.-
- Shh.-
- Andiamocene, che c?importa.-
- Ma la sta chiamando puttana.-
- Ma in che lingua parlano?-
- È rumeno.-
- E tu capisci il rumeno?-
- No, vabbè qualche parola.-
- E conosci puttana in rumeno?-

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senza pietà

27 Maggio 2007 6 commenti


Non ci fermeranno le paludi o la neve,
la tua capitale oramai s’intravede,
giorno dopo giorno la tua vita cavalco…
Sono il generale più crudele del fronte,
non faccio prigionieri e la mia spada è lucente,
terra dopo terra ogni tua fortezza io assalto…
Ti troverò…
Ti prenderò…
Ti porterò…
Per sempre con me…
Ti stringerò…
conquisterò…
proteggerò…
E senza pietà
io ti amerò con tutto questo amore mio…
E senza pietà
diventerò una fonte
nel deserto…
ti disseterò…
Le mie mani, le tue mani in questa battaglia,
è un agguato a tradimento in questa boscaglia,
rotolare insieme lungo il fiume dei sentimenti…
Ti troverò…
Ti prenderò…
Ti porterò…
Per sempre con me…
Ti stringerò…
conquisterò…
proteggerò…
E senza pietà
io ti amerò con tutto questo amore mio…
E senza pietà
diventerò una fonte
nel deserto…
ti disseterò…
Non avere paura di me…
anche il buio più fondo
può valere un azzardo…quel brivido in più…
che sei tu…
Senza pietà
io ti amerò con tutto questo amore mio
e senza pietà
diventerò il tuo regno
dolce sogno…
io ti vincerò…
io ti darò me stessa e questo cuore mio
e senza pietà…
ti bagnerò le labbra
con le labbra
ti disseterò…

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fevarin

15 Maggio 2007 11 commenti


Milena: è nu sciore ca tene sempe ‘a faccia allegra, pure quanno chiagne…Po guardà sempe uocchie dint all’uocchie, pecché è sincera e nun tene malizia. E’ fresca e forte, dolce e selvaggia comme a terra soia…Milena è ‘o Ciliento…E niente cchiù saccio dicere.

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strapazzami di coccole

11 Maggio 2007 5 commenti


Tutto sale sale tutto sale son salite anche le nespole (nespole)
tutto è scuro tutto è scuro scuro si cammina con le fiaccole (fiaccole)
tutto gira gira tutto girano le ciribiricoccole (coccole)
lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole (coccole)

Tutto manca manca tutto manca non si trovano le sogliole (sogliole)
tira e molla, molla e tira, molla sta mollando pure il dollaro (dollaro)
tira e molla, molla e tira, molla è una cosa che non tollero (tollero)
lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole (coccole)

Cosa mi dici, cosa mi di
cosa mi dici, mi dici mai
cosa mi dici, cosa mi di
cosa mi dici, mi dici mai

Tutto sale sale tutto sale son salite anche le nespole (nespole)
tutto è scuro tutto è scuro scuro si cammina con le fiaccole (fiaccole)
tutto gira gira tutto girano le ciribiricoccole (coccole)
lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole (coccole)

Cosa mi dici, cosa mi di
cosa mi dici, mi dici mai
cosa mi dici, cosa mi di
cosa mi dici, mi dici mai

Tutto sale sale tutto sale son salite anche le nespole (nespole)
tutto è scuro tutto è scuro scuro si cammina con le fiaccole (fiaccole)
tutto gira gira tutto girano le ciribiricoccole (coccole)
lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole (coccole)

Lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole, coccole
lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole, coccole
lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole, coccole
lascia andare non drammatizzare ma strapazzami di coccole

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vento di passione

7 Maggio 2007 9 commenti


Il ricordo di un amore
viaggia nella testa
e non c’è una ragione
quando cerchiamo quel che resta
è come un vento di passione
o una rosa rossa
il ricordo di un amore
ci cambia e non ci lascia

Se avessi avuto almeno un’occasione
adesso che so trovare le parole
ma il ricordo di un amore
continua a viaggiare nella testa

Il ricordo di un amore
lascia in bocca il sale
ed arriva dritto al cuore
senza nemmeno avvisare
è in una lettera d’amore
è nel canto del mare
il ricordo di un amore
ci parla e non ci passa

Se avessi avuto almeno un’occasione
adesso che so capire le parole
ma il ricordo di un amore
continua a viaggiare nella testa

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E io me la portai al fiume

4 Maggio 2007 5 commenti


E io me la portai al fiume

credendo che fosse ragazza,
invece aveva marito.
Fu la notte di S. Giacomo
e quasi per compromesso
Si spensero i lampioni
E si accesero i grilli.
Dopo l?ultima curva
toccai i suoi seni addormentati,
e mi si aprirono subito
come rami di giacinti.
L?amido della sua sottana
mi suonava nell?orecchio,
come una pezza di seta
lacerata da dieci coltelli.
Senza luce d?argento sulle loro cime
sono cresciuti gli alberi,
e un orizzonte di cani
latra molto lontano dal fiume.
Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto la chioma dei suoi capelli
feci una buca nella sabbia.
Io mi levai la cravatta.
Lei si levò il vestito.
Io il cinturone con la pistola.
Lei i suoi quattro corpetti.
Né tuberose né chiocciole
hanno la pelle tanto sottile,
né cristalli sotto la luna
risplendono con questa luce.
Le sue cosce mi sfuggivano
come pesci sorpresi,
metà piene di fuoco,
metà piene di freddo.
Quella notte percorsi
il migliore dei cammini,
sopra una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che lei mi disse.
La luce della ragione
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e sabbia,
io la portai via dal fiume.
Con l?aria si battevano
le spade dei gigli.
Mi comportai da quello che sono.
Come un gitano autentico.
Le regalai un tavolino da lavoro
grande di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era ragazza
quando la portavo al fiume

GARCIA LORCA “LA SPOSA INFEDELE”

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